MAGENTA NOSTRA

1906 – Le celebrazioni del 4 giugno (testo, immagini e podcast)

Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 1 gennaio/febbraio 2009

NdR: nel podcast sono state omesse/modificate alcune parti per attualizzare l’articolo qui riportato nella versione originale.
[Si apre l’anno del 150° anniversario della battaglia, ed è doveroso, per la rubrica storica di “Magenta Nostra”, dare spazio, in questo e anche in prossimi articoli, a temi che ricordino l’evento che ha reso Magenta famosa in tutto il mondo] 

La rievocazione dello scontro militare, che in anni recenti ha trovato una forma e un calendario di eventi ormai consolidato, già nell’ultimo decennio dell’Ottocento era entrata a far parte della tradizione cittadina, e per il suo svolgimento si era costituito un apposito Comitato; i festeggiamenti, che vedevano la partecipazione di reduci e di corpi militari, si concludevano normalmente con un banchetto presso l’Albergo Stazione; memorabili furono la giornata del 4 giugno 1904, quando uno spettacolo pirotecnico accompagnò l’inaugurazione del teatro Lirico, e quella del 1909, quando si celebrò il 50° anniversario. 
Rilievo particolare, per il numero e per la qualità delle presenze in Magenta, ebbe la ricorrenza del 1906: in quell’anno, lo svolgimento da aprile a novembre della Grande Esposizione Internazionale a Milano rese quasi obbligatoria, per le personalità francesi convenute nel capoluogo lombardo, una visita al campo di battaglia dove le truppe transalpine avevano lasciato molti caduti e conquistato grande fama.
Il 14 giugno 1906 Magenta accolse un migliaio di ciclisti militari e civili, al termine di una manovra militare congiunta organizzata dal Comitato dell’Esposizione Internazionale, dal Touring Club, dalla Compagnia del Tiro a Segno regionale e dal Comando dei Bersaglieri di Milano: le compagnie ciclisti dei sei Reggimenti Bersaglieri, insieme ai volontari civili di parecchie città d’Italia, eseguirono in contrappunto con alcuni reparti di truppa della Direzione di Novara una manovra di combattimento e tiro collettivo lungo il Ticino, per poi concentrarsi a Magenta per la commemorazione all’Ossario. Il Sindaco Brocca organizzò, a proprie spese, nella sua casa, il ricevimento per gli ufficiali che avevano preso parte alla manovra, mentre i militari di “bassa forza” che onorarono la “storica borgata” di Magenta con la loro visita ricevettero un modesto trattamento di vitto, a spese del Comune. Le vie del borgo vennero addobbate, e la popolazione fu invitata a scendere nelle strade per rendere più simpatico il ricevimento. 
Ristoratori e fornitori di generi alimentari vennero mobilitati: pane, salame crudo, vino e birra furono forniti in abbondanza per sfamare e dissetare i ciclisti arrivati a Magenta verso mezzogiorno. Il Comitato Organizzatore dell’evento fu prodigo di ringraziamenti per la festosa accoglienza ricevuta, ed in particolare volle ringraziare il sindaco e la “gentilissima di lui signora per l’impareggiabile accoglienza, per le gentilezze e per i sensi di patriottismo suscitati da Magenta, la cui cittadinanza non perde mai occasione per dimostrare attaccamento ai rappresentanti dell’Esercito”. 
A questa seguirono molte altre visite, tanto che a novembre ormai le risorse appositamente destinate a questo scopo nel bilancio comunale erano ormai finite. 
L’appuntamento clou si era celebrato infatti il 19 settembre, quando a Magenta si erano radunati i reduci francesi della campagna del 1859. Anche in questo caso si raccomandò ai magentini di ricevere degnamente i valorosi superstiti, e la Giunta municipale non poté “non rispondere all’invito che viene fatto con così viva insistenza, tanto più che la delegazione ha un carattere ufficiale, venendo in Italia accompagnata da un maggiore delegato dal Ministero della Guerra francese, previe le intelligenze col Ministero della Guerra italiano”. Venne deciso di effettuare un modesto “déjeuner” nel Teatro Sociale Lirico, e di adornare a festa le vie del paese con cento bandiere tra nazionali ed estere. 
A cura dell’Albergo della Madonna, condotta da Emilio Maino, agli ospiti transalpini venne servito un pranzo con “buseca, cassola, fegatini e tartuffi”, il tutto accompagnato da abbondante vino. La pasticceria Burla fornì poi 120 offelle per finire in bellezza.
La visita all’Ossario di Magenta rientrava anche tra “uscite didattiche” delle scuole milanesi. É rimasta traccia della visita compiuta il 23 maggio 1907 da un folto gruppo di alunni delle scuole elementari di Milano. Anche ai bambini non si poteva negare un segno di ospitalità. Così, la pasticceria Ernesto Pozzi, con bottega Sotto i Portici di piazza Umberto I, con specialità panettoni e servizi per sponsali e per battesimi, fornì ad ognuno dei 160 giovani cittadini un dolcetto a ricordo della gita fuori porta. Sappiamo però che la scolaresca non ricambiò la cortesia, anzi tenne un comportamento piuttosto deplorevole: il Pozzi, fatturando al Municipio magentino la fornitura di “180 biciclette”, probabilmente una pastafrolla dalla forma stilizzata, unì al conto anche la spesa per la sostituzione di 4 vetri rotti, ricordo lasciato dagli scolari in transito sul campo di battaglia.

Le immagini sono tratte dall’archivio digitale delle riviste del Touring Club Italiano (da pag. 198) 

Laura Invernizzi

Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.
Realizzatrice, curatrice e voce narrante della sezione "Podcast".

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