Oggi 11 gennaio 2025 ha avuto luogo la terza passeggiata culturale organizzata dalla Pro Loco dopo le vacanze natalizie.
Passeggiata culturale che ci ha portati a Milano, a Palazzo Reale, per la mostra dedicata a MUNCH.
La nostra punta di diamante è stata, come sempre, la Storica dell’Arte Monia Aldieri, che ci ha aiutato a capire una personalità complessa e complessata quale questo artista è stato.
“MUNCH IL GRIDO INTERIORE” un’intitolazione che già prepara i visitatori a un percorso non facile e spesso angosciante attraverso i tormenti di un uomo. Tormenti che sono, poi, in modo più o meno marcato, dell’Umanità intera.
Distingue questo artista uno stile introspettivo, che consiste nel dipingere il proprio stato emotivo e psicologico. Una vera” pittura dell’anima”.
La vita travagliata da lutti, dolori e dal terrore di avere ereditato tare familiari come malattia e follia, lo condizionò molto.
MUNCH provò nel profondo di se stesso le passioni, il tormento, l’inquietudine dell’anima e attraverso la sua arte volle trasmettere a tutti coloro che guardano, in modo potente e diretto, la consapevolezza che sono sentimenti propri di ogni essere umano, ai quali nessuno può sfuggire.
Vidi, anni fa L’URLO, la sua opera più nota, a Oslo, nel museo a lui dedicato, ma non ne compresi appieno la portata. Pensai che ” l’ominide” in esso rappresentato esprimesse semplicemente la propria angoscia, in modo quasi surreale. La preziosa guida di Monia ci ha , invece, aiutato a comprendere quanto ci sia molto di più. MUNCH stesso racconta che la figura anonima ascolta, sconvolta,” l’enorme infinito grido della natura” che sale quasi a congiungere terra e cielo.
Siamo di fronte a un pittore che ridipinge, ridisegna, ristampa molte volte le stesse opere, ogni volta modificandone qualche particolare in una ossessiva disamina dei sentimenti.
Importantissima per lui la memoria, attraverso la quale le sensazioni acquistano intensità. Scrive: “Non dipingo ciò che vedo ma ciò che ho visto”.
I quadri che mi hanno lasciato un segno?
Sono due:
-LA MORTE NELLA STANZA DELLA MALATA
-AUTORITRATTO TRA IL LETTO E L’OROLOGIO
Il primo perchè io ci sono stata in quella stanza, come succederà a tutti prima o poi, e mi sono ritrovata in quelle persone presenti, che, pur prive completamente di lineamenti, esprimevano un dolore profondo nel quale ognuno è solo anche tra tanta gente.
Lì, a ricordarcelo, l’unico viso completo che ci fissa dalla tela.
Il secondo perchè vi appare un MUNCH molto diverso da quello dell’autoritratto posto all’inizio della mostra. Ormai anziano ha vinto tutti i suoi demoni ed è lì, pronto ad affrontare, quasi serenamente, ciò che il Tempo ha ancora in serbo per lui. Mi sono immedesimata? Forse…
” “LA VERITÀ È CHE VEDIAMO CON OCCHI DIVERSI IN MOMENTI DIVERSI. AL MATTINO NON VEDIAMO ALLO STESSO MODO CHE ALLA SERA. IL MODO DI VEDERE DIPENDE ANCHE DALLO STATO D’ANIMO. È PER QUESTO CHE UN SOGGETTO PUÒ ESSERE VISTO IN SVARIATI MODI ED È CIÒ CHE RENDE L’ARTE INTERESSANTE “.
(Quaderno dell’artista 1889-90)
Una mostra veramente notevole che è valsa la pena vivere!
Alla prossima.













