Home » Dai nonni ai nipoti…alla ricerca della S. Pasqua con “El Pòver… Crist” (video)

Dai nonni ai nipoti…alla ricerca della S. Pasqua con “El Pòver… Crist” (video)

El canton del dialètt – Més de Màrz 2024
Al canton dal dialètt – Més da Màrs 2024
(le parole scritte in azzurro sono in dialetto magentino)

“Pasqua la vegnarà quand la luna de Màrz la se impienirà”
Pasqua la vignarà quand la luna da Màrs la sa impienirà
“Pasqua verrà quando ci sarà la luna piena di Marzo”

Nell’articolo del mese scorso si è parlato dell’anno bisestile e di come, dopo diversi aggiustamenti, si è arrivati alla sua definizione.
Alla fine dei questo mese di Marzo festeggeremo la S. Pasqua… e allora? Beh, esistono anche per questa festa problemi di calendario, ma andiamo con ordine tra storia, significato e date.
Innanzitutto l’origine del termine Pasqua deriva dalla parola ebraico-aramaica che significa passaggio, in ricordo del passaggio (pessach) dell’Angelo sterminatore sui primogeniti degli egiziani, del passaggio degli Ebrei dalla schiavitù alla libertà e del miracoloso passaggio del Mar Rosso con Mosè all’inizio dell’ esodo verso la Terra Promessa.
La Pasqua ebraica è la festività in ricordo di questi avvenimenti ma è celebrata anche dal cristianesimo per la Resurrezione di Gesù avvenuta in occasione proprio della Pasqua ebraica come è narrato nei Vangeli.
La Pasqua cristiana ha così acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani.
Gli Israeliti celebrano questa festa il quindicesimo giorno del mese di Nisan, primo mese del loro calendario lunare, che coincide sempre con il plenilunio più prossimo all’equinozio di primavera.

La Pesach ebraica è pertanto una festività fissa legata al calendario lunare che può cadere in qualsiasi giorno della settimana. 
Per i cristiani la S. Pasqua è legata alla Resurrezione di Gesù avvenuta nel giorno che chiamarono “Domenica” , “Giorno del Signore” e che era il successivo a quello shabbàt, sabato ebraico, in cui si festeggiava la Pesach.
I primi cristiani seguirono l’uso ebraico di celebrare la loro Pasqua dopo la Pesach, ma in seguito, una parte di loro, decisero di farla cadere solo in Domenica per evidenziare e onorare il vero giorno della Resurrezione. Sorse così una lunga diatriba all’interno delle comunità cristiane sulla data  pasquale.
Soltanto nel 325 con il Concilio di Nicea si arrivò a decidere che la Pasqua cristiana si sarebbe celebrata in altra data da quella giudaica e che sarebbe stata una festa mobile perché collegata al verificarsi del primo plenilunio primaverile, quindi necessariamente, in una Domenica compresa fra il 21 Marzo e il 25 Aprile…ma la storia non è finita!
Con l’introduzione in occidente del Calendario Gregoriano nel 1582, quasi tutte le Chiese Ortodosse hanno continuato, per le festività religiose, a seguire il Calendario Giuliano pur mantenendo le stesse regole della Pasqua cattolica. Solo che per effetto di tale calendario il giorno di Pasqua si sposta più in avanti (tra il 4 Aprile e l‘8 di Maggio). Nel 2024, la Pasqua Ortodossa cadrà il giorno 5 di Maggio.
Ultima curiosità. Dato che la data della Pasqua è mobile e nel detto comune, bassa se più vicina al  21 Marzo e alta se più vicina al 25 Aprile, è interessante notare che l’ultima più bassa cadde il 22 Marzo 1818 (e  non tornerà più fino al 2285) e l’ultima più alta si ebbe il 25 Aprile 1943 e si ripresenterà nel solo 2038.
Visto che quest’anno è bassa e la festeggeremo il 31 di  questo mese di Marzo,  non mi resta che aggiungere gli AUGURI per una Buona Santa Pasqua!!!

MODI DI DIRE : “Ciao Pèp!” – “Ciau Pèp!”
Visto che il giorno 19 di questo mese si festeggia S.Giuseppe, mi è tornata alla mente questa espressione, che nulla ha a che fare con il Santo ma è lo spunto per parlare dei nomi di Giuseppe  in milanese e cercare il significato di tale espressione.
Cominciando del Santo, il nome in milanese di un  tempo era Sant Isep  ma i Giuseppe in dialetto si potevano chiamare: Giusèpp, Giùsipin, Pepin, Pepinet, Pin, Pèp, Beppe ecc.

Il significato del “Ciau Pèp!” sembra riferirsi quel “Cecco Beppe” (Francesco Giuseppe) Imperatore d’Austria che nel Risorgimento, i milanesi, liberati dagli invasori, salutarono ironicamente in questo modo per …mandarlo a quel paese! L’uso di tale espressione indica quindi un obiettivo non raggiunto, un errore o l’impossibilità di fare diversamente da quanto sta accadendo.
In milanese Giuseppe, al femminile, diventa :Giusèppa, Giusipìna, Pina, Pinin, Pinèta ecc. fino a Peppa… “Eh, la Peppa!”. Questa è una tipica esclamazione dialettale che esprime sorpresa ma anche fastidio o contrarietà e trae probabilmente origine da un gioco di carte che senz’altro i meno giovani ricorderanno: la “Peppa téncia” . Il riferimento è alla carta della Donna di Picche, che
 se  resta l’ultima in mano al giocatore, fa perdere la partita e da qui… il sorpreso disappunto.
La “Peppa” è “Téncia” non tanto perché malvagia e foriera di sconfitte, ma “ténc” significa scuro, bruno, sporco di nero…(” la fàcia téncia” dello spazzacamino), con riferimento quindi al segno nero del seme di Picche.…E così: ”Ciau Pèp

…E CHO LO SA?
Avete trovato il significato della parola del mese scorso? Non so gli altri, ma per l’amico Carlo (FURBELLI) è stata una bazzecola trovare il significato di:
“lifròcch”
“Per la verità non faccio nemmeno la traduzione, lifròcch è semplicemente  lifròcch!!

Circolo Filologico Milanerse – incapace, sprovveduto, finto tonto, gergale (bevanda composta da metà vino e metà gazzosa)
l’Arrighi – scioperone
il Cherubini – scioperone – oggidì i contadini lo intendono spesso per Furbaccio o per Rompicollo – uno qual non si impiega in cosa alcuna virtuosa –“
Questa ultima interessante definizione, il Cherubini la riprende dal ”Varon Milanes” forse il primo vocabolario della lingua milanese, edito nel 1606. Accanto alla parola lifròcch viene riportato anche lifròn espressione con lo stesso significato, ma caduta in disuso.
La nostra lingua italiana ha comunque una incredibile ricchezza di sinonimi ed accanto ai significati riportati dal nostro Carlo, ve ne sciorino una curiosa serie rintracciata e trovata per indicare il “lifròcch”:
merendone, bietolone, lazzarone, sfaccendato, fannullone, pelandrone, ozioso, scioperone, scansafatiche, nullafacente, stupidotto, semplicione…e chi più ne ha ne metta! La nostra parola si adatta bene a tante situazioni.
L’occhiata data  al “Varon Milanes” mi ha fatto trovare un’altra interessante parola, in tre forme,
che stimola la nostra ricerca mensile: “lovartìson” / “loertìson” /”luertìson”
Da cosa deriva e che significato può avere? Cercate… chiedete… pensate a qualcuno…
Non abbiate timori, Voi ci scrivete…  e noi pubblichiamo!

Gli indirizzi sono quelli riportati a fondo pagina.
Va Augùri una Buna S.Pasqua…Sa sintum 

Dam a traa… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:  RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano ”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

 

 

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

Archivi

Archivi

Seguici