El canton del dialètt – Més de Ottòber
Al cantòn dal dialètt – Més da Utubar
(le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)
– In Utubar stà in cantina da la sira a la matina
– In ottobre sta in cantina dalla sera alla mattina
Un tempo, la nostra zona era ricca di vigneti, e Ottobre, come indica il proverbio, si annunciava come mese denso di attività legate alla vendemmia, alla pigiatura e alla produzione di vino.
In questo modo la viticoltura integrava la più ampia coltivazione di cereali e contribuiva alla sussistenza della famiglia contadina attraverso il consumo dell’uva e la produzioni di vino che il più delle volte risultava di bassa qualità e destinato al consumo nell’ambito familiare delle cascine.
Questa presenza di vigneti è testimoniato anche nel modo di dire dei nostri nonni che, andando nei campi a lavorare, dicevano: “Vòo a la vigna”
Del mese di Ottobre ho trovato interessante il collegamento di proverbi ai Santi in calendario che indicavano, nelle diverse date, situazioni e attività agricole:
4 Ottobre – San Francesco
Per san Francesch el piccètt l’è chi bel fresch – Il pettirosso (piccètt o barbaross) è arrivato fresco fresco. Dalla montagna, per svernare in pianura
9 Ottobre – San Dionigi
San Dionis el va in ciel con la sua valίs – Va in cielo con la sua valigia. Mette in valigia l’estate e parte, per lasciare il posto all’autunno.
12 Ottobre – S. Serafìn
A San Serafin, sa sagia ‘l vin – A san Serafino si assaggia il vino
15 Ottobre – Santa Teresa
Per santa Teresa, se somenna a la destesa – Si semina abbondantemente.
A santa Teresa lòdol a destesa. Allodole in quantità. Inizia il “passo” delle allodole.
16 Ottobre – San Gallo
Se fa bèll el dì de san Gall, el fa bèll finn’a Natall – Se fa bel tempo il giorno di San Gallo, ci sarà bel tempo fino a Natale.
18 Ottobre – San Luca
Ò bagnaa ò sutt, per san Luca somenna tutt – O bagnato o asciutto, per San Luca semina tutto. Per poter fare un buon raccolto a tempo debito
Per San Lüca cava i rav e mett la zucca – Per San Luca togli le rape e semina la zucca
22 Ottobre – San Donato
– A san Dunà l’inverna l’è faa – Il tempo a San Donato indica come sarà l’Inverno
31 Ottobre – San Quintino
Per il Santo di questa data è interessante il riferimento al detto “ Cunsciàa ‘me San Quintin” col significato di essere distrutto, ridotto in cattivo stato.
Il detto non è riferito in particolare al Santo ma alla città di Saint Quintin dove gli eserciti francese e spagnolo si scontrarono nel 1557. La battaglia che si concluse con la vittoria spagnola decretando l’egemonia europea della Spagna (Italia compresa), lasciò la città tanto distrutta da suggerirne il detto.
MODI DI DI DIRE: Dagh el color ai polpett – dare il colore alle polpette
Le polpette sono, a volte, il rifugio della cuoca. Sovente infatti vengono utilizzati gli avanzi di carni, legati con uovo, farina o anche pane grattugiato.
Dunque sono un piatto di poco pregio e che non viene mai accolto, a tavola, con particolare esultanza. Per rendere più gradite le polpette, la cuoca accorta le presenta con aspetto incoraggiante, dorato, le rosola nel burro per dar loro un colore. Dunque, già in cucina, “dagh el color ai polpett” ossia dar colore alle polpette, significa conferire una bella apparenza a un cibo che lascia piuttosto a desiderare quanto al sapore e alla sostanza.
Ma questo detto, uscito dalla cucina, ha assunto in milanese anche un significato metaforico, e lo si usa commentando il gesto o il discorso di chi vuol fare apparire buona una cosa cattiva o quantomeno mediocre.
Ciò accade qualche volta per un venditore che decanta il pregio della sua merce al compratore, e accade altresì per chi adorna di frasi colorite un discorso povero di nesso e di sostanza.
A questi imbonimenti, commerciali o retorici, gli ambrosiani danno poco credito; quando incontrano dei furbastri che tentano di suggestionarli con belle e vacue parole, si strizzano l’occhio e dicono fra loro che non basta “dagh el color ai polpett”.
(le informazioni sono tratte dal sito internet /carelmecarmilan/)
VOCABOLARIO – “ ciàpà “ – prendere, pigliare, afferrare
Dopo “toeu” del mese scorso, affrontiamo “ciàpà” che ha attinenze col verbo precedente ma usato in modi diversi. Ecco alcuni esempi tratti sempre dal vocabolario milanese di “Francesco ANGIOLINI” del 1897 che dà ampio spazio alle diverse modalità di utilizzo:
Arrestare – ciàpà i làder = arrestare i ladri.
Afferrare – ciàpà on sàss e tiràl = prendere un sasso e tirarlo
Servirsi – per frìgg se ciapa l’òli = per friggere si prende l’olio
Ospitare – ciàpà vùn in cà = prendere uno in casa, ospitarlo
Scegliere – di dùu soo no chi ciàpà = dei due non so chi prendere
Cacciare – (pescare) ciàpà là légor, i pèss= prendere la lepre, i pesci.
Buscarle – ciàpàj o ciàpà sù = prenderle
Risentirsi – ciàpàsela = prendersela, aversene a male.
Bruciare – ciàpà foeug = prendere fuoco
Indugiare – ciàpà temp = prendere tempo.
Andarsene – ciàpà l’ùs’c = prendere l’uscio, uscire, andarsene.
Scambiare – ciàpà vùn per on alter = prendere uno per un altro
Mirare – ciàpà de mira = prender di mira, mirare, fissare l’occhio.
Colpire – l’ha ciàpà in d’on oeucc = l’ha preso in un occhio
Azzeccare – l’ha ciàpà giusta = cogliere, indovinare
Urtare – ciapà dent = urtare, inciampare (…anche per balbuzie).
…E CHI LO SA?
La parola del mese scorso “ridigaa” non era difficile, è di uso comune e tutti gli interventi ne hanno individuato il significato.
Ornella Maltagliati : Anca mi… ridigàa a fa nient…
Tere Baroni : Mi sun ridigàa ancamó a fa i valis… par al mar…
Anna Maria Calcaterra : Essere particolarmente indaffarati
Ivana Garione : Essere impegnati a fare qualcosa…
Elena Cattaneo : Preso…indaffarato
Maria Zorn : Indaffarata, penso che sia questo in italiano
Nadia Brocchin : Indaffarato…tribulato
Anna Maria Restelli : Indaffarato.
Luisa Longhi : Indaffarata ! Va ben, sa sintarem!
Egidio Zarinelli : Indaffarato.
I dubbi che avevo sollevato riguardavano in particolare da cosa derivasse il termine: “ridigaa”
E qui viene il bello. Anche il nostro caro amico e collaboratore Carlo (FURBELLI) è stato preso alla sprovvista, azzardando un’ipotesi:
Questa è tosta. Accidenti, questa è una parola il cui significato è indaffarato, impegnato, occupato ma non si riesce a capire da dove deriva.
E non è contemplato da nessun vocabolario milanese; probabilmente ci sarà stata un’inversione di consonanti e vocali – operazione normale per gli abitanti dei nostri paesotti.
E allora io, da enigmista, ho provato a “inversarla” in francese: regarder a quelque chose – badare a qualcosa e, dunque, essere impegnato in qualcosa. Uhm, molto tirata però le consonanti ci sono tutte. A me piace così!
Più convincente però è stato il nostro lettore Andrea Balzarotti che ci scrive:
Letteralmente “relegato a far qualcosa” ovvero obbligato, quindi preso da obbligo, costretto, preso, indaffarato… più di un semplice “ciapàa”
Qualche piccolo dubbio rimane ancora in quanto il vocabolario Italiano-Milanese dell’Antonini traduce con “relegà” il verbo relegare che sembra non adattarsi completamente all’etimologia di “ridigaa” o a un possibile milanesismo di“redegaa”.
L’argomento mi ha portato alla ricerca di ulteriori ipotesi e in particolare ho trovato attinenze col verbo redigere che oltre ai noti significati, un vocabolario italiano definisce:
“Dal latino redigere, composto di re(d), con valore iterativo, e agere ‘condurre’ ‘ricondurre’, poi ‘raccogliere, ordinare’.”
Siamo vicini al nostro essere affaccendati nel raccogliere e ordinare? Mah!
Veniamo alla ricerca di questo mese ed… esageriamo, due parole che mi piacevano dette insieme:“scòcca” e “bicòca”
Raccontateci il loro significato e magari qualche ricordo o qualche modo di dire legato a queste parole. Ribadisco continuamente, scriveteci pure col dialetto che pronunciate, importante in questa rubrica è il raccontarci e tener vivo il sapore del nostro dialetto. Ancora una volta grazie per l’attenzione e la partecipazione a questa rubrica.
Gli indirizzi sono quelli indicati qui sotto.
…”Sa sintum!”
Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a: https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it
Dam atrà a mi… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese
(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini – di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)










