El canton del dialètt – Més de Dicémber 2025
Al cantòn dal dialètt – Més da Dicémbar 2025
(le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)
“Dicembér fà frègg e fìocca, pizza el camin e prepara l’òca.”
“Dicembre fa freddo e nevica, accendi il camino e prepara l’oca”.
Questo vecchio proverbio che ci presenta il mese di Dicembre, l’ho scelto perché ci racconta anche un mondo profondamente lontano dall’attuale e suggerisce qualche ricordo, qualche riflessione.
Per i più attempati è uno sguardo su vetri ornati da cristalli gelati e su lunghi ghiaccioli penzolanti dalle grondaie. Un tipo di freddo che le nuove generazioni non conoscono rispetto alle confortevoli temperature delle nostre attuali abitazioni.
Anche la neve compagna di giochi e di lunghi inverni è ormai un’apparizione del tutto sporadica.
C’era il camino con la fiamma viva e la stufa con il carbone ardente, c’era la fatica di accenderli ogni giorno e l’incombenza di caricare legna e carbone per mantenere un po’ di tepore.
E poi c’era l’oca… quante famiglie mantengono ancora una simile tradizione? Mah!
Si comprava l’oca o si andava dal contadino a ritirare quella portata all’ingrasso per il cenone di Natale che riuniva tutta la famiglia.
Riemerge il ricordo di qualche S.Natale che il tempo non riesce a cancellare. Una festa piena di allegria, che colmava qualche dissapore con i parenti e che finiva in gloria con vecchie canzoni dove:
“Alura ti fa fée al primm, mi la sigunda vus e lù al fa al bass”…e guai a stonare!
Il giorno prima la grande pentola ovale sprigionava appetitosi profumi mentre l’oca arrostiva tra salvia e rosmarino, lasciando quel grasso che avrebbe condito per giorni minestre e pietanze.
Nella stanza più fresca erano già pronti salumi affettati in bella vista e la specialità di mio padre:“saltinbuca in geladina”
Vabbé, non vado oltre se no… “ecco i soliti bacucchi con le loro tiritere” anche se penso che ognuno abbia a cuore le proprie rimembranze, da serbare con affetto e magari da raccontare ai nipoti.
La vita dei giovani oggi è certo molto cambiata rispetto a quanto da noi vissuto ma il racconto può diventare un invito a cogliere il valore di una condivisione, di una vicinanza tra mondi diversi e di un affetto che tenta di congiungerli.
Forse può diventare anche la voce del S. Natale che si avvicina sussurrando che tutto muta ma quello che, in ogni tempo, ancora nasce e rimane, è solo l’Amore.
MODI DI DI DIRE: “Fa ballaa l’oeucc” – (lett. fai ballare l’occhio)
Che un occhio possa ballare è una cosa un po’ strana, eppure rende bene l’immagine di un occhio vispo e attento, che invita a stare in allerta. Insomma, ci dice di tenere gli occhi ben aperti e guardinghi per avere ogni cosa sotto controllo. E’ un modo di dire spesso usato anche nel giorno d’oggi, forse più con tono scherzoso e meno con l’imperativo di controllare qualcosa o qualcuno.
VOCABOLARIO – “ rùgà “ – frugare, tramestare, rimestare
Senza accento ruga è l’erba che viene a volte aggiunta all’acquavite e conosciuta già in tempi antichi per le sue qualità benefiche tanto d’aver coniato il detto:
“ L’erba ruga tutt i maa i e distruga ”
Il verbo “rugà” ha una derivazione da “rùgh” che non significa come da noi spazzatura (in milanese “ruff” ) ma dal gesto di avviare: “dà el rùgh” a un motore, a una pratica ecc. Ecco alcuni esempi d’uso del verbo “rùgà” :
1) Mestare, rimestare – “rùgà sù la minestra”
2) Infastidire, seccare – “Gioànìn te me rùghet”
3) Aver fastidio per un rimprovero o qualcosa andata male – “àdèss là me rùga”.
4) Sbraciare (ad es. camino,scaldino) – “rùgà su ‘l camin, el scoldìn”
5) Esaminare rivedere – “rugah dent”
L’atto del frugare o rimestare è detto “rùgada” usato anche per indicare una cosa fastidiosa, continua : “L’é una rùgada”.
…E CHI LO SA?
Eccoci alla parola del mese scorso: “sibrèta”
Mi ha destato meraviglia che qualche persona non ne conoscesse il significato mentre altre hanno scovato dalla memoria il ricordo di quelle che i vocabolari milanesi definiscono come: babbuccia, pianella, pianellina direi in particolare calzature di casa per signore tanto per distinguerle dai nostri “sciavàtt” .
Ecco alcune risposte pervenute:
Ornella Maltagliati
Ciabatte, ciabattine non so di che tipo o foggia. Una zia morta 96enne mi raccontava che, non so dopo quale marachella giovanile, …la sua mamma le aveva lanciato contro i sibrett…
Alberta Filippini
Ciabatta!
Danilo Danilone
Ciabatta
Ivana Garione
La mia nonna chiamava così un tipo di ciabatta… i sibret…
Ma vediamo cosa ci ha raccontato simpaticamente in proposito l’ amico e collaboratore Carlo (FURBELLI):
Eccola la sibrèta, pantofola, pianella, anticamente calzatura domestica con suola di sughero, dal latino subereta.
Per la verità da bambino pensavo che l’utilizzo fosse esclusivo delle consorti di persone agiate, sindaco, proprietari di aziende, signori facoltosi, perpetue…
Sbagliavo ma io ero abituato alle ciabatte e, durante il periodo estivo, a pé biott, a pé ‘ntèra, scalzo tipo Sandie Shaw (cfr. Wikipedia) e i miei genitori e nonni usavano gli zoccoli di legno.
Ed era giusto così dato che nel mio paesotto le strade non erano ancora asfaltate e si sarebbero distrutte subito… le sibrète!
E per di più con gli zoccoli non si entrava in casa, nella sala bella, quella dove si dava la cera ai pavimenti.(la cera Gray pubblicizzata dai Brutos – siamo sempre in preistoria, neh!).. lì, solo pattine o sibrète!!
In questo mese pieno di feste e di mense imbandite vi propongo una parola che non mi sembra difficile: “saùtter” – “saùtar”
Dai… ricordiamoci il significato o meglio ancora, infilatela in qualche frase dialettale… Come ribadisco sempre, scrivetele come le pronunciate…senza timore
Gli indirizzi sono quelli indicati qui sotto.
In questo periodo pre natalizio, comincio ad augurare a voi tutti e alle vostre famiglie un Sereno Santo Natale e per l’Anno Nuovo che ci corre incontro l’auspicio di Pace e Prosperità!
…”Sa sintum!”
Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a: https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it
Dam atrà a mi… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese
(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini – di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)










