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Dai nonni ai nipoti … alla ricerca delle parole perdute con “El Paradìs” (video).

El canton del dialètt – Més de Lùj e Agòst 2026
Al cantòn dal dialètt – Més da Lùj e Agùst 2026

(le parole in azzurro sono scritte con pronuncia in dialetto magentino)

Se a “ Luj, la tèra la bùj ad “Agùst, giò al sò l’è fusch”.
Questi sono i due vecchi proverbi che riassumono i mesi estivi di Luglio e di Agosto. Il primo è ben azzeccato per il caldo eccessivo registrato nel mese che sta per finire e il secondo ci preannuncia l’arrivo del mese in cui la luce del giorno si accorcia rapidamente portandoci verso l’Autunno.
Sono i mesi delle attese vacanze per tanti lavoratori che a volte, però, non hanno la possibilità godere di un sereno periodo di riposo al mare o in montagna.
Per molti è anche un periodo di difficoltà per il caldo o i disagi derivanti dalle “ferie” di altri. Un pensiero di vicinanza a tutti loro…e non è ipocrisia ma una presa di coscienza sulla situazione di molte persone e un invito per altri a riconoscere come dono la possibilità di godere della vacanze e magari di conoscere il mondo viaggiando.
Il termine Estate deriva dal latino aestas, sostantivo collegato aestus  («calore», «ardore»), è infatti una stagione caratterizzata dalle temperature medie più elevate dell’anno e dalla massima durata della luce diurna.
… E pensando all’Estate, a noi vecchietti riemergono ricordi di giovinezza.
L’Estate sembrava lunghissima e anche lo era, visto che le scuole chiudevano a Giugno e riaprivano a Ottobre. Un tempo caldo, dilatato, spensierato, pieno di giochi con gli amici.
Infinite partite a pallone all’Oratorio, correndo tanto da togliere il fiato e finire “bagnà ‘mé un ravarin”.
Le figurine, “i balét” le biglie colorate ancora di terracotta, “i tulìti tappi a corona delle bibite, “la rèla” o gioco della “lippa”, “i sèrc di biciclètt” i cerchi  delle biciclette da far correre sulla strada col “rampin“, erano strumenti e giochi ormai persi ma ancora impressi nei ricordi.
Qualcuno andava ancora “a pé ‘n tèra”, a piedi nudi, le scarpe in gomma erano rare e gli zoccoli o al massimo i sandali di cuoio, erano la norma.
Da riscundòn”, di nascosto, per evitare “ i sciavatàa”, le ciabattate della mamma andavamo a fare il bagno al canale: “al gambon” …ma il problema vero era come far asciugare le mutandine prima di tornare a casa.
Vabbè… mi fermo qui. Per noi, ancor giovani nel cuore, riaprire questi cassetti della memoria è come togliere un tappo a una scossa bottiglia di spumante…

Alcune notizie sono tratte da Internet Wikipedia

 MODI DI DI DIRE  Mènà el toròn “ – “Minà al turòn               

La fabbricazione del torrone veniva fatta a mano. Come?
In un grande pentolone di rame si mescolavano tutti gli ingredienti – mandorle, albume, zucchero, miele – e a fuoco molto basso si continuava a mescolare l’impasto finché diventava bianco omogeneo e sodo.
Il detto è riferito a quelle persone che parlano a lungo, discorsi interminabili, quel ripetere continuamente le stesse cose, così come il pasticcere che per fare il torrone doveva ripetere per ore il medesimo gesto.
Giovanna Ferrante

 …E CHI LO SA?

 Méda” era l’ultima parola da ricercare tra i nostri ricordi, e diverse persone hanno inviato la corretta risposta indicando anche gustosamente frasi e modi in cui spesso veniva utilizzata.
Tere Baroni
In fondo a ogni cortile c’era “la méda dal rùgh” spesso straripante da una fossa profonda. Non ho mai scoperto chi la vuotasse quando era colma
Anna Maria Cislaghi
La rüèra. Arrivava un contadino con la navàscia (un carro chiuso) e portava tutto in campagna come concime.
Ornella Maltagliati
La méda dal rugh, laggiù in fondo al giardino. La evitavo accuratamente, ma mi ci mandavano a…”tragh sù i pel da patati”
All’appello non poteva mancare l’amico Carlo (Furbelli) che saluto di cuore e che ringrazio per la sua costante presenza. Ci scrive:
Méda – catasta, mucchio
meda de legna – catasta di legna, meda de quadrei – monte di mattoni, meda de rud – mucchio di spazzatura, mètt in meda – accatastare
Il Cherubini (ndr vocabolario milanese-italiano) – “catasta, massa di legno di quercioli riflessi (!). Maragnuola, massa piramidale di fieno che fanno gli agricoltori nei campi dopo averlo fatto seccare al sole.”
Una settantina d’anni fa, nei nostri borghi, era il letamaio – tutto ci finiva lì – dalla lettiera della stalla e degli altri animali da cortile ai residui di pranzi e cene.
Allora non esistevano lattine e altre plasticherie – e i pochi contenitori venivano tenuti da conto per il riutilizzo.
Gli avanzi di cucina — sbàti in sü la méda dal rud – e lì, naturalmente, c’era un bell’olezzo – o… lezzo (!) e sciami di mosche – milioni di milioni.
E dopo che la meda dal rud aveva fermentato a sufficienza veniva trasportata nei campi lì vicino per proseguire la funzione concimatoria; il tragitto era su carriola (una ruota), sul tumarèll (due ruote) o sul carro (quattro ruote)
Come aggiunta finale, méda esiste anche nella lingua italiana e tra altre definizioni, la Treccani la riporta anche come:
Unità di misura di volume usata nel territorio di Brescia prima dell’adozione del sistema metrico decimale, equivalente a m3 – 7,739.
Vi lascio tranquilli in questo periodo estivo e ci risentiamo prossimamente con le nostre ricerche.
Ringrazio tutti per la collaborazione e… AUGURO BUONE VACANZE !
Gli indirizzi sono sempre quelli riportati a fondo pagina.
Sa sintum!

Dàmm a trà… Consigli

Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – di C,Arrighi  WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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