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Dai nonni ai nipoti …alla ricerca delle parole perdute con “Men d’ona gotta” (video)

El canton del dialètt – Més de Giùgn 2025
Al cantòn dal dialètt – Més da Giùgn 2025

(le parole in azzurro sono scritte con pronuncia in dialetto magentino)

“L’éra un bel dì la Battaglia di Magenta…”

Per il mese di Giugno continuiamo a riproporre qualche racconto legato  alla recente ricorrenza della Battaglia del 4 Giugno 1859…166 anni fa… data ormai lontana nel tempo ma ancora molto viva nell’animo dei Magentini.
Questa volta parleremo di Madame Jean-Marie Barbe Rossini
Probabilmente molti non sanno chi sia!
Nel 1852 in Francia, venne istituita una nuova decorazione: la Medaille Militaire (equiparabile alla nostra medaglia al valor militare).
La prima donna ad essere insignita di questo prestigioso riconoscimento fu proprio Madame Jean-Marie Barbe Rossini, cantiniera degli Zuavi della Guardia, decorata il 17 giugno 1859.
Durante le concitate fasi della Battaglia di Magenta, con grande coraggio, nel mezzo delle furibonde mischie corpo a corpo, riuscì a riconquistare una bandiera francese catturata dal nemico, strappandola dalle mani di due soldati austriaci. Era una cantiniera al seguito delle truppe francesi.
La figura della vivandiera non deve essere confusa con una semplice aiutante che svolge mansioni varie, di cucina o di pulizia degli indumenti e del Campo; la vivandiera, distribuiva acqua ma anche tabacco e rifornimenti di cibo ai soldati, ed, all’occorrenza, anche munizioni.
Erano inquadrate ufficialmente e avevano una loro uniforme, che riprendeva quella del Reggimento di appartenenza ma veniva ingentilita da abbellimenti tipicamente femminili quali piume e nastri colorati, grembiuli e ricami. Includeva i pantaloni, a volte una corta spada e la “tonnellette” piccola botticella, decorata con motivi reggimentali, per rincuorare i combattenti con un sorso di acquavite.
La loro funzione era di dedicarsi al morale della truppa, in particolar modo durante il tempo di guerra, quando assistevano come infermiere i soldati sui campi di battaglia in quanto era loro consentito seguirli in combattimento e per questo erano molto benvolute.
Ma il loro lavoro era anche quello di gestire la cantina, importante “centro vitale” per i soldati dell‘epoca, da qui il nome “cantiniere” che gradualmente prese il posto dell’originale “vivandiere”

 Alcune informazioni sono tratte da WIKIPEDIA – https://it.wikipedia.org

 MODI DI DI DIRE –  “ A batt i pagn compar la strìa” 
                                                “A battere i panni compare la strega”

Espressione usata quando, parlando di una persona, la si vede comparire davanti.
Questo modo di dire ricorda che anticamente, nella nostra Milano, i magistrati adottavano soluzioni da stregoneria. Infatti le persone che pensavano  di avere subìto il malocchio si appellava al magistrato per avere giustizia.
Questi batteva vigorosamente le vesti (i panni) della persona che aveva subìto il maleficio e la prima persona che sopraggiungeva era considerata quella che aveva praticato il maleficio stesso. E veniva condannata !                                  

Tratto da: El canton della Nonna Giuse- http://www.nonnagiuse.it/

VOCABOLARIO :  la mósca (la musca) – la mosca

Visto l’approssimarsi dell’estate, oggi parleremo di questo fastidioso insetto e come questa parola assume diversi significati nella nostra lingua dialettale:
ai can màrsc ghe và àdree i mosch = le disgrazie si accumulano sui disgraziati.
ona mòsca là ghe par on cavall = di chi esagera l’importanza delle cose minime.
sàvè nò quanti para fan tré mosch= non capire le cose, essere ignorante.
podè sentì à volà ona mósca = per il gran silenzio di gente attenta.
saltà là mósca àl nas =  impermalirsi, farsi prendere da collera.
restà con on pùgn de mosch in man = delusione, non conseguire il fine desiderato.
borlà giò cóme i mosch = morire come le mosche, esserci grande morìa.
mósca bianca = mosca bianca, dicesi per persona o cose rarissime.
parì ona mósca in del làtt = quando si parla di cosa insolita, isolata e singolare.
mósca cavalina = mosca cavallina,  anche di persona che molesta continuamente.
fà via i mosch = scacciare le mosche, anche allontanare ogni cosa fastidiosa.

 …E CHI LO SA?

…E torniamo tra le cose che conosciamo e che hanno popolato l’infanzia e i ricordi di molti. La parola dello scorso mese “seggiòn” o  “ségion” – “sigion”  ha ridestato l’interesse di molte persone:
Ivana Garione : Sigion dove la mia nonna lavava i panni
Rossana Fontana: Il mastello
Melania Marra: La mia nonna Rina lavava i panni nel “sigion”..
Luisa Longhi: Ne ho fatti di bagni nel “Sigion” 
Tina Bellotto: Il mastello si usava per fare il bucato e a volte si “trasformava” in vasca da bagno
Ornella Maltagliati : Sigion mastello di legno o di alluminio ( il nostro) in cui si lavavano i panni “cunt l’asa da legn…” e non solo i panni, ma anche i figli…
Maria Teresa Monolo: d’estate si riempiva d’acqua da lasciare al sole perché si scaldasse. Al sigion, al bagnin, al mastell, al cadin.
Ornella Maltagliati: verissimo… di solito in fila: al cadin, per le mani e la faccia, al bagnin (per i piedi ecc.) e al sigion… per tutto…non ho mai sentito usare dai miei vecchi “mastel”. Poi arrivava la rigiöra e afferrava un bimbo dopo l’altro e alé …savon e brustia. Ti bruciava la pelle dopo…
Maria Teresa Monolo: e poi c’era al sidel e la sidela… (e l’imprecazione porc. sidela)
Ornella Maltagliati: a casa mia, solo per i panni…o per annaffiare le piante! Un bel viaggio nei ricordi grazie!
Massimo Francini : Ornella Maltagliati no alluminio ma lamiera zincata. Cunt I urecc  ( le maniglie per il trasporto) La segia ( usato anche in edilizia) a me pare che fosse la via di mezzo tra catino e mastello, di forma ovale e in lamiera zincata, prima di essere sostituita dalla plastica.
Anna Maria Calcaterra: Mastello, di legno o zincato, si usava sia x farsi il bagno, con l’acqua scaldata sulla stufa, sia x fare il bucato a mano con l’asse x i panni e la cenere(la scéndra)
Oldani Luigia Emiliana: Anche per me sigion una volta sa fasea anca al bagno in dal sigion
E il nostro caro Carlo (FURBELLI) amico e collaboratore cosa ci racconta?

“Bene, il sigion dovrebbe essere il mastello, la tinozza, in pratica il contenitore, prima in legno e poi in ferro, dove le massaie e le donne di casa lavavano i panni. Il Cletto Arrighi… el seggion di pagn o de fa la bugada…. la seggia l’è de legn, la sidella de ram stagnaa.
Io ho qualche ricordo dal sigion, ricordo antico… molto.
Ho fatto in tempo ad utilizzarlo, quello in legno, per lavarmi, tipo film western per intenderci.
Ecco, la location non era proprio quella, ma molto, molto più rustica. L’ho utilizzato in… stalla, presente un pio bove che mi infondeva un sentimento di vigore e di pace, oltre al resto.
Per fortuna eravamo già nel 1955/1960 quando al Cason, dove abitavo, arrivò l’acqua corrente – per il gas c’era la bombola – e tutto cambiò. Ecco, adesso sto leggendo pure che
el seggion era un mastellone che i fabbricatori di cacio lodigiano usavano per trasportare latte e siero da luogo a luogo del cason. Ollallà al Cason!
Allora è anche per questo che si chiama così! Al Casone c’erano e ci sono “
i lattee”, Combi il cognome, la cui attività era proprio casearia.”
Per le ricerche di questo mese…ho anche bisogno di un vostro aiuto perché la parola che vi propongo c’è solo su qualche vocabolario milanese con significato diverso, pur con radice assimilabile, al significato che diamo noi.
Ecco la parola: stantiroeu
Per i diversamente giovani è una parola senz’altro conosciuta… per gli altri ci sono nonni e genitori!
Il bello di questa ricerca è “cùntà sù ” o farsi raccontare ricordi legati a questa parola e come sempre non preoccupatevi di come scrivere frasi e parole in dialetto, fatelo pure così come le pronunciate… qui non abbiamo professori!
Ci sentiamo con i vostri commenti anche sulla pagina facebook di Magenta Nostra!  Gli indirizzi sono sempre quelli riportati a fondo pagina.
…”Sa sintum!”

 Dam atrà a mi… Consigli

Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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