El canton del dialètt – Més de Genàr 2026
Al cantòn dal dialètt – Més da Genàr 2026
(le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)
“San Mául, un frécc dal diául;
sant’Antóni, un frécc da demóni;
san Sebastiän, un frécc da càn.”
“San Mauro, un freddo del diavolo; (15 Gennaio)
sant’Antonio, un freddo da demonio; (17 Gennaio)
san Sebastiano, un freddo da cani).” ( 20 Gennaio)
“Par sant’Agnés, ga curr la lùserta su la scés!”
“Per Sant’Agnese, la lucertola corre sulla siepe!” (21 Gennaio)
Questi proverbi di un tempo, indicavano i Santi del Calendario di gennaio chiamati “Mercanti di Neve” ai quali la tradizione attribuiva di portare freddo e abbondanti nevicate. Passati i loro giorni, si aveva poi il sentore di essere quasi fuori dall’inverno e si percepivano i primi segni della primavera in cammino.
E’ quello che si avverte nel proverbio dedicato a Sant’Agnese dove le lucertole si aggirano già sulle siepi per scaldarsi al sole, mentre la stagione si avvia verso condizioni di maggior luce e temperature meno rigide.
I “Mercanti di Neve” si prendevano però una rivincita a fine mese di Gennaio con “I trì dì da la merla” (i tre giorni della merla) il 29-30-31.
I giorni della merla solitamente erano i più freddi e portavano copiose nevicate e per questo venivano abbinati ai Santi Mercanti di Neve.
Anche se al giorno d’oggi queste previsioni non hanno fondamento, un tempo facevano parte della cultura contadina che aveva accertato come in alcuni momenti dell’anno il clima era più rigido e le nevicate più probabili. Da qui nascevano i detti popolari che annunciavano l’arrivo di questi cambiamenti.
In base poi al tempo che si verificava durante il mese di Gennaio, si tentava di prevedere l’andamento per il resto dell’anno e capire se i raccolti sarebbero stati, o meno, fruttuosi.
Non mi dilungherò a raccontare tutta la storia dei “trì dì da la merla” che penso ormai tutti conoscano, e di come la merla bianca rifugiatasi in quei tre giorni in un camino ne uscì tutta nera.
In questa occasione vorrei soffermarmi invece sulla conoscenza di quei “Santi Mercanti di Neve” tralasciando forse il più famoso Sant’ Antonio Abate di cui per feste, tradizioni, fuochi e… altro se ne era a lungo parlato in precedenti articoli.
15 GENNAIO
Ecco dunque San Mauro (Roma, 512 circa – Angers, 588 circa). Lui è stato un abate benedettino e il principale discepolo di San Benedetto da Norcia assieme a san Placido. Venerato dalla Chiesa Cattolica, è considerato patrono di giardinieri, carbonai, calderai, raffreddati, zoppi, ed è invocato contro i reumatismi e contro la gotta. In alcune città la sua festa è celebrata con fiere (come la nostra di S.Biagio) e con la vendita sulle bancarelle di “firòn”, quelle lunghe collane di castagne che noi ben conosciamo.
20 GENNAIO
San Sebastiano, giovane martire milanese, che ricordiamo raffigurato da molti insigni pittori legato e trafitto da frecce.
San Sebastiano nasce a Narbona, in Francia, nel 256. A Milano viene educato e istruito ai principi della fede cristiana. Si sposta poi a Roma dove diviene alto ufficiale dell’esercito imperiale poi comandante della prestigiosa prima Corte Pretoria. Forte dei suoi principi di fede, assiste i carcerati cristiani, si occupa della sepoltura dei martiri, diffonde il cristianesimo fra funzionari e militari di corte. Ben presto l’imperatore Diocleziano viene a conoscenza del suo operato e poiché Sebastiano non rinuncia alla sua fede, lo condanna a morte.
San Sebastiano muore a Roma, il 20 gennaio del 288.
Il Santo, in quanto ufficiale romano e simbolo di ordine e servizio, è patrono della Polizia Locale (Vigili Urbani). È anche patrono di arcieri, atleti, soldati, e protettore contro la peste e le epidemie, a causa delle frecce del suo martirio che simboleggiano l’attacco di ogni genere di male.
(alcune informazioni sono state tratte da Wikipedia ed Internet)
VOCABOLARIO : fiòca – neve
Un altro modo in cui in dialetto si identifica la név è: fiòca
Con la stessa parola viene identificato anche il verbo nevicare: “al fiòca “
Vediamo qualche utilizzo e modo di dire tratto da vocabolari milanese-italiano:
1) cont là fiòca sù là barba = di chi per età ha la barba bianca.
2) fa sù là fiòca = spalare la neve per ripulirne le vie.
3) on levaa de fiòca = un nevaio, una nevicata.
4) vegnì giò la fiòca = nevicare,fioccare.
5) ràbia de fiòca = nevischio, il nevicare sottile.
6) pién de fiòca = innevato, carico di neve.
7) tirà el ciaar d’oeuv à la fiòca = montare a neve l’albume dell’uovo.
8) fiocàda = nevicata
…E CHI LO SA?
Con riferimento alle feste e alle mense imbandite, non era difficile riconoscere le parole del mese scorso: “saùtter” – “saùtar”
Le tante risposte sono state corrette e un po’ stringate, solo qualcuno ha indicato anche qualche rimedio per risolvere un fastidioso…singhiozzo!
Ornella Maltagliati
Per far passare il sautar o singhiozzo… sette gocce d’acqua…o tutta una serie di rimedi estemporanei…
Anche il caro amico e collaboratore Carlo (Furbelli) ci ha inviato qualche simpatico suggerimento:
saùtar – saùt saùt saùt — eccolo il singhiozzo che dà tanto fastidio.
E quanti suggerimenti per farlo passare….
“fagh ciapà un bell strimisi,
digh da stratignì al fià par un mument,
schiscia i occ cunt al didon,
bev un gótt d’aqua un pó a la völta,
mèt in có una sciavata invèrsa e cünta fin a dés,
üsma un prufüm fòrt,
fa nènca finta che al pasa par só cünt.
Ecco, non facciamoci caso che passa…Panta rei si diceva in Grecia antica
Ringraziando tutti per gli interventi che riaccendono una luce sul nostro dialetto, ecco la parola da ricercare e raccontare in questo mese: “giasiroeu”
Dai …che lo conoscete, ma al di là del significato sarebbe bello sentire storie che lo riguardano e non necessariamente in dialetto. Per alcuni sarebbe un ritorno a tempi andati e per altri la conoscenza di un mondo ormai perso.
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Ancora una volta facciamoci gli Auguri per un Sereno 2026 sperando che porti davvero un po’ di Pace in questi difficili tempi che stiamo vivendo…
”Sa sintum!”
Dam atrà a mi… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
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Carlo FURBELLI -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese
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(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano” edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini – di F.Cherubini – C.Arrighi WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)










