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Dai nonni ai nipoti…alla ricerca delle parole perdute  e di ..”Amìs” (video)

El canton del dialètt – Més de Aprìl 2024
Al canton dal dialètt – Més da Aprìl 2024
(le parole scritte in azzurro sono in dialetto magentino)

“El primm el pèss d’april”     –  Al primm al péss d’april
“Il primo il pesce d’Aprile”

Non c’è due… senza tre! Per il terzo mese affrontiamo un tema che in qualche modo ancora si riallaccia a problemi di calendario. La tradizione del “Pesce d’Aprile” nel primo giorno di questo mese, divenuto tempo di scherzi e di burle, affonda le radici in tempi lontani con ipotesi diverse per la sua origine.
Una di queste è legata, come negli articoli precedenti, all’anno 1582 quando venne introdotto il Calendario Gregoriano. Fino alla fine del XVI secolo, in Francia si celebrava il Capodanno tra il 25 Marzo (vecchia data dell’equinozio di primavera) e il 1° Aprile quando terminavano i festeggiamenti con banchetti e scambio di doni. Con il nuovo Calendario mutò ovviamente anche la data del Capodanno e questo spostamento non fu molto gradito dal popolo e anche non recepito immediatamente da tutti. Quanti per amore della tradizione o ignorando la novità, continuarono a festeggiare il 1° aprile furono oggetto di scherzi  con pacchi regalo vuoti o con inviti a banchetti inesistenti venendo additati come sciocchi e “poissons d’Avril”, “pesci d’Aprile” che abboccano all’amo. Sembra che in Italia tale usanza sia arrivata intorno alla metà dell’800.
Un’altra spiegazione sull’origine del nostro “Pesce” nasce da un fatto religioso. Si narra infatti che il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia, abbia salvato la vita al Papa, che gli faceva visita e del quale non si conosce il nome, liberandolo da una grossa spina di pesce conficcatasi nella sua gola dopo un banchetto. Da quel momento, nella città di Aquileia, oltre a festeggiare non si mangia pesce ogni 1° aprile, quasi per esorcizzare e allontanare dalla città ogni possibile tragedia o evento negativo.
Altro suggestivo e divertente racconto sul perché del “Pesce” come burla, ha
come protagonista addirittura la famosa regina egiziana Cleopatra e il suo amante Marco Antonio. Sembra infatti che indetta una gara di pesca, quest’ultimo abbia cercato di barare, incaricando uno schiavo di attaccargli di nascosto dei pesci all’amo per procurarsi la vittoria. Cleopatra, scoprendo il tentativo d’inganno organizzò a sua volta un memorabile scherzetto. Fece attaccare all‘amo un gigantesco pesce finto rivestito con pelle di coccodrillo. Quando Antonio recuperò la sua preda… quasi certamente scoppiarono risate generali, annoverando anche lui tra gli sciocchi gabbati!
In inglese la ricorrenza si chiama ancora April Fools’ Day – “giorno degli sciocchi d’Aprile”, creduloni che facilmente credono alle burle …e probabilmente anche quest’anno leggeremo su i social o sui giornali notizie forse plausibili ma certamente false! …Il solito “pesce d’Aprile

MODI DI DIRE : “Sord come una tapa” – “Surd ‘me una tapa!
Senza dubbio quasi tutti abbiamo sentito pronunciare questo modo di dire quando viene indicata qualche persona che non ci sente benissimo: in milanese per riferirsi a qualcuno un po’ duro d’orecchio si dice infatti: L’è sord come ona tapa.
Traducendo letteralmente significa che “è sordo come una campana”. Allora “tapa” è una campana? Si, perché questo nome deriva dallo spagnolo “tapia”, una specie di capanna a cono fatta di paglia e fango usata secoli fa dai carbonari, la cui forma ricordava molto quella di una campana e che per la sua struttura risultava acusticamente isolata …e quindi “sorda”!

 …E CHI LO SA?
Il nostro ricercatore e amico Carlo (FURBELLI)  dice di essere stato un po’ in difficoltà con la parola proposta il mese scorso: “lovartìson” / “loertìson” /luertison …ma non è vero!
Ecco infatti il risultato delle sue pertinenti e precise ricerche… anche come “erpetologo”(studioso di rettili):
Nelle nostre parlate le vocali e le consonanti si mischiano, si elidono, cambiano e girano a tutto tondo per il mondo.
Dunque, dopo aver raccolto i 56 neuroni rimastimi, aver indossato gli occhiali con valenti lenti ed essendo io dal Casón ho optato per il Varon
(ndr “Varon Milanes” antico vocabolario di milanese).

E il Varon, appunto, dichiara che il “lovartison” è lungo di corpo, e sottile, e debole.
Un altro testo mi dice di andare a guardare “luserton”…..ahhhh!
E “luserton” non può che essere l’accrescitivo di “lusèrta” rettile noto come lacerta vivipara (sarebbe più corretto dire ovovivipara perché le uova si schiudono nel momento in cui la femmina partorisce queste uova)
Come precisato nello scorso mese queste parole erano uscite da un’occhiata data  al “Varon Milanes” e la loro radice è “loertis” (luertis) o “lovertis” che anche il Dizionario Storico Botanico Milanese traduce: “Luppolo” (“humulus lupulus – pianta a steli rampicanti …se ne fa una minestra”) anche se noi ricordiamo pure “una bèla fritaa da luertis” .
Dalle punte allungate di questa pianta che nasceva spontaneamente il “luertìson” era appioppato a persone alte e smilze, magari con andatura ciondolante… e il dialetto ha sempre gustosamente affiancato immagini alla caratteristiche e alla fisionomia delle persone.
Bene. Questo mese il compito è cercare e raccontare qualcosa sulla parola:visigant ”.
Come sempre cercate, chiedete… è carino se poi ci scrivete …e noi pubblichiamo.
Non è un “Pesce d’Aprile”!
Gli indirizzi sono quelli riportati a fondo pagina.
…Sa sintum 

Dam a traa… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese: RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano ”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

 

 

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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