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Dai nonni ai nipoti, alla ricerca delle parole perdute… e di “Amis” (video)

El canton del dialètt – Més de Genàr 2024
Al cantòn dal dialètt – Més da Genàr (le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)

Dopu la nascita da Gesù a Betlemm in Giüdea, al temp dal re Erode, di Magi ch’a vignèvan da luntan, inn ‘rivà a Gerusalèmm e disévan: “In dual’e al bambin apèna nasü, al ré di Giüdé? Emm vist la sua stèla in di nòst part e sèmm vignü chi par aduràll”.  (tratto dai Vangeli tradotti in dialetto da Carlo FURBELLI)
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:  «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo»”. 
(Matteo 2, 1-4)
Questo brano di Vangelo ci ricorda la Festa del 6 Gennaio: l’Epifania del Signore. E’ il giorno della manifestazione della regalità di Gesù adorato dai Magi che rappresentano in questo gesto la rivelazione della sua divinità al mondo intero. Proprio di questi Magi vorrei parlare in questo prima puntata del 2024.
La prima considerazione è che di loro, in realtà, sappiamo solo quello che in modo scarno ci racconta il Vangelo di S. Matteo mentre la fantasia e la cultura popolare si è invece esercitata, lungo i duemila anni della storia cristiana, nel tentativo di  dare un volto, una identità a tali personaggi… e in questa operazione molto si è attinto dai Vangeli apocrifi.
Proviamo ad esaminare parte del versetto:  “alcuni Magi giunsero da oriente”.
La prima parola è “Alcuni”. Indubbiamente significa più di uno ma non sappiamo quanti fossero davvero anche se la tradizione fissa  il loro numero a tre, probabilmente prendendo a spunto dal fatto che tre (oro, incenso e mirra) erano i doni  presentati a Gesù. Allora… uno per ciascuno!
Un vangelo apocrifo di età paleocristiana, conservato nella biblioteca dellisola degli Armeni, a Venezia ha cercato di dar loro anche un nome. Qui si parla di Melkon re dei Persiani, Gasparre re degli Indiani, e Balthasar re degli Arabi da cui derivano i tradizionali nomi che diamo ai Magi… ecco, perché Magi?
“Magi” è la traslitterazione di un termine persiano antico riferito specificamente ai sacerdoti di Zoroastro tipici dell’Impero Persiano. Anche la Bibbia parla di Magi e vengono indicati come Uomini Saggi, con il carattere di filosofi, scienziati e personaggi importanti. Poiché il passo di Matteo implica che fossero dediti all’osservazione delle stelle, la maggioranza dei commentatori ne conclude che il significato inteso fosse quello di “sacerdoti di Zoroastro”, e che l’aggiunta “da Oriente” ne indicasse naturalmente l’origine persiana. (alcune notizie sono state tratte da Wikipedia)
Fatta questa premessa sui Magi e …saltate tutte le storie sulla Befana, riemergono ricordi di quando eravamo ragazzi e in occasione di questa festa, come ci scrive e ricorda il nostro lettore e poeta “Nino DAMENO” era tradizione dell’allora Oratorio Maschile svolgere la “Sagra della Stella”, che qualcuno non ha dimenticato.
Alcuni ragazzi indossavano gli abiti da “paggetto” ed aprivano la sfilata dei “Tre Re Magi” che a cavallo e seguiti da figuranti in costume, giravano per le strade di Magenta facendo rivivere l’evento dell’adorazione e portando nel contempo dei  doni  ai bambini.
Nei lontani ricordi del nostro “Nino” è rimasta l’Epifania del 1952, quando ai bambini ricoverati presso il ” Vecchio Fornaroli” (tra i quali c’era anche lui),  questi Magi portarono tanta gioia ed un sacchetto di dolciumi…
Per questo ha voluto ricordare quella manifestazione cittadina con i brevi versi che  ci ha scritto e che riportiamo a fondo articolo. A lui un ringraziamento per il ricordo e per il contributo.
LINGUA : amìs (amico)
Prendendo spunto dal video di questo mese “ I Amìs” cercheremo l’uso di tale parole nel nostro dialetto:
fà l’amìs – mostrare un’amicizia non sincera
fass on amìs – farsi un amico
pèrd on amìs – perdere un amico
amìs de fioeù – amico d’infanzia
amìs de cà – amico familiare
amìs del Lèla – amico sul quale non si può fare affidamento
amìs de capèll – amico dal quale ci si può aspettare solo un saluto
parlà de amìs – parlare in modo favorevole
l’amìs scirésa – l’amico che non si vuole nominare e  che si sottende
 MODI DI DIRE – “Seccaperdee
Il perdee è il ventriglio, lo stomaco trituratore degli uccelli. Nella parlata popolare i seccatori, che non danno respiro, sono paragonati addirittura alla seccatura di tale organo. Così accade di sentire qualche persona al colmo della sopportazione per l’assillo di una persona noiosa e petulante, esprimere la propria impazienza brontolando in dialetto…
che seccaperdee!”
…E CHI LO SA?
L’ultima parola dialettale dell’anno scorso da ricercare nei diversi significati era: “raspùsc” 
Infallibile nella precisione delle sue ricerche, l’amico Carlo (FURBELLI)  ha  inviato interessanti risposte al quesito proposto:
“ Raspùsc, io dico raspüsc ma va bene lo stesso e vale per rimasuglio.
E’ altrettanto bello fare il giro dei vocabolari per vedere altro (significato)
– Sconciatura: dicesi di uomo contraffatto e piccinacolo
– decimo, squacco: bambino gracile e sparuto
“’ultem raspusc “ = rimasuglio, cria (ultimo parto di una nidiata).
L’Arrighi dice: sbiobbo (persona piccola e storta o rachitica)
 “l’é on pover raspusc d’on fioeu”  – “è uno scarabocchio”.
I ultim raspusc de la soa ereditaa
“Gli ultimi avanzi o i rimasugli della sua eredità”
Il Circolo Filologico Milanese raspùsc (f. -scia): porta a ruvido
Il Cherubini invece dà: avanzaglio
Uhh, quante parole desuete anche in italiano; perdinci sarebbe opportuno ampliare pure il nostro lessico ordinario! “
Atro giro… altra parola da cercare, eccola : “giavàn”
Questa è proprio facile e usata spesso anche adesso per cui mi aspetto qualche risposta in più e qualche modo di dire, qualche espressione  in cui  ne parliamo in dialetto.
E vi ricordo che … se Voi ci scrivete, noi pubblichiamo!
Sa sintum…
 Dam a traa… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese
Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano” edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – di C.Arrighi WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

 

 

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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