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Dai nonni ai nipoti …alla ricerca delle parole perdute e di “Freguj d’amor” (video)

El canton del dialètt – Més de Luj 2024
Al cantòn dal dialètt – Més da Luj 2024

(le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)

 “A luj la terra la buj” – “A Luglio la terra va in ebollizione.”

E’ quanto annunciava un vecchio proverbio milanese a proposito del mese di Luglio… e se non sembra veritiero nella situazione climatica attuale resta pur sempre, in genere, il mese più caldo in gran parte dell’emisfero settentrionale, dove è il secondo mese d’estate. Nell’emisfero meridionale è invece quello più freddo essendo il secondo mese d’inverno.
Luglio è il settimo mese dell’anno nel Calendario gregoriano, conta 31 giorni e segna il periodo dell’anno di maggiore floridezza della natura: è da sempre considerato il mese di massima fioritura e di abbondante raccolta dei frutti della terra. Per questo motivo i Romani lo consacrarono a Giove, padre di tutti gli dei.
In epoca romana era chiamato Quintilis, da quinque, ossia “cinque” in quanto era il quinto mese dell’anno nel Calendario di Romolo. Solo nel 44 a.C. il Senato romano, per ordine di  Marco Antonio, diede a questo mese il nome di Julius (da cui deriva Luglio) in onore del console Gaio Giulio Cesare, nato il giorno 13 di questo mese.
Dal punto di vista astronomico, viene indicato come periodo favorevole per l’osservazione del cielo, in particolare la Via Lattea appare particolarmente luminosa, così come numerosi altri campi  stellari.
Nella tradizione milanese, i nati in questo mese sono detti “Lujengh”, (cioè di Luglio) come pure i prodotti della terra e i frutti tipici di questo periodo come ad esempio:”L’uga lujenga”, “l’uva di luglio” che è bianco-verdastra, un po’ acidula, detta anche uva di Sant’Anna perché matura per il 26 luglio, ricorrenza appunto di sant’Anna.
Lujeng e de Sant’Anna” sono pure i “peritt e persegh” frutta precoce di piccole pere e pesche. Per finire con Luglio e San’Anna ecco un proverbio milanese veramente curioso che recita così: 
Sant’Anna: sett negaa e sett impiccaaper Sant’Anna sette annegati e sette impiccati.
Il significato? Iniziando dal numero sette che biblicamente non ha un valore quantitativo ma simbolico, con i sette annegati si volevano indicare coloro che nella calura del mese, andavano a fare il bagno in rogge o canali dove l’acqua piuttosto fredda faceva rischiare congestioni e annegamenti. Il riferimento poi agli impiccati era per quelli che, potevano impazzire per il troppo caldo e alla fine  decidevano di suicidarsi. Esagerato? Certo! Forse un tempo casi del genere potevano più facilmente succedere.
…Comunque lungi da noi tali esperienze e simili pensieri, sperando solo in un benefico mese,  foriero di progetti, di vacanze e di meritato riposo, ci  auguriamo un Buon Mese di Luglio!  

(alcune informazioni sono state tratte anche da Wikipedia e da MilanoFree.it)

MODI DI DIRE – “Avè l’oeucc pussee grand del boeucc
                                     “Vegh l’oeucc pussee grand dal boeucc
                                      “Avere l’occhio più grande del buco”
Traducendo letteralmente questo modo di dire, il significato è quello di ordinare o di servirsi più cibo di quanto se ne possa mangiare. In senso più esteso, può significare che quanto si vede e si desidera non siamo in grado di ottenerlo o di gestirlo cosi come fare il passo più lungo della gamba, che in italiano indica una valutazione sbagliata o illusoria delle nostre capacità o possibilità rispetto al raggiungimento di un determinato obiettivo.
I MESTIERI DI UNA VOLTA
Da “I mestee de Milan” di Cesare COMOLETTI
El gambaree
Quell di gamber, il venditore di gamberi, con il suo grido:
Gamberi! Gamberi!
L’é quell di gamber salati e boni!
Cotti col saa e l’erba bona!
L’é quell di gamber pescaa in del Lamber!”
portava per le strade di Milano del buonumore: 
“Ona volta quell di gamber,
ròss in faccia e in la sciarpetta,
el vegniva drizz del Lamber
cont al brazz la cavagnetta;
e el vosava per la strada
con la vos de raffreddaa,
bolognand la gambarada,
senza economia de saa”.        ( G. Sessa)
Da molti anni ormai i gamberi sono scomparsi dai corsi d’acqua della Lambardia; particolarmente gustosi erano quelli del Lambro.
Servivano alla preparazione del “risotto alla certosina”, una classica ricetta milanese; venivano anche gustati fritti, accompagnati da un buon vino bianco secco.
Intorno al 1890 Odoardo Ferrari scrisse la canzone “Quell di gamber” per Gaetano Sbodio.
E quell di gamber va in su la fera
con la stadera, con la stadera
vint ghei a l’etto, duu franch al chilo,
gamber del Nilo pescaa stanott”.
Riferiti ai gamberi erano in uso modi di dire quali:
Ciappà on gamber”, prendere un abbaglio, una cantonata.
Fà còme i gamber”, passare da una condizione migliore ad una peggiore.
Te seet on gamber“, sei uno scimunito.
Erba cruda e gamber cott no lassen mai dormì tutta la nott“, si sconsiglia di cibarsi di erbe in pinzimonio e di gamberi la sera, perché cibi di difficile digestione
Gamber cott” venivano scherzosamente chiamati gli alunni del seminario elvetico perché portavano una sottana rossa.
…E CHI LO SA?
Non c’è modo di mettere in difficoltà il nostro caro amico e collaboratore Carlo (FURBELLI)… a lui nulla sfugge sul dialetto, anzi, rispondendo stavolta al quesito sulla parola dello scorso mese e da buon enigmista (cercate i suoi rebus su un famoso settimanale enigmistico), ha cercato di confondere le acque con gustosi giochi di parole. Ecco cosa ci scrive:
Zénta
Ma…zénta? L’é la prima senta che ròbi ooops …la prima ròba che senti
Ma, tutta questa zénta a Magenta?
Zénta de pell, de seda, la zénta del fusill, i zént del pled, i zént de la sella, i bùs de la zénta
Ollallà l’é la sénta! La cinta, la cintura, dal latino cingolum e poi, addolcendo e sonorizzando si arriva alla zénta e alla sénta
Cintura di pelle, di seta, la cintura del fucile, le cigne (cinture) del plaid (!), le cinte della sella ed infine i büs da la sénta – i buchi della cintura.
 Per questo mese ho preparato una parola un po’ strana, ormai in disuso:
torototèla  – turututéla
Chiedete, cercate anche tra i ricordi dei più anziani il significato di questa parola e poi scriveteci anche sul sito face book di Magenta Nostra… Gli indirizzi per le risposte sono quelli riportati a fondo pagina.
…Sa sintum

 Damm à trà… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com / magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

 

 

 

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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