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Dai nonni ai nipoti …alla ricerca delle parole perdute e di “Paròll in del vent” (video)

El canton del dialètt – Més de Giùgn 2024
Al cantòn dal dialètt – Més da Giùgn 2024
(le parole in azzurro sono scritte in dialetto magentino)

“L’éra un bel dì la Battaglia di Magenta…”

Eh sì, il mese di Giugno non può che cominciare così nel cuore dei Magentini!
Le note di questa filastrocca che un po’ tutti, da bambini, abbiamo cantato, rievoca un momento di storia che ha aperto la via alla costruzione dell’Unità d’Italia e il celebrane costantemente la memoria non è un inno alla guerra ma una riflessione sulla libertà dei popoli e sull’esigenza di pace.
In questa puntata, per fare memoria di quel 4 Giugno 1859, ci affidiamo al racconto di un episodio, rimasto vivo nel ricordo dei pronipoti della attuale famiglia Re, e riportato nel libro MAGENTA 4 Giugno 1859 di Ambrogio VIVIANI.
Protagonista della storia, qui un po’ rimaneggiata, è una magentina di allora tale:
TERESA RANZINI
Era il tardo pomeriggio del giorno della battaglia e  nelle vicinanze della vecchia Chiesa di San Martino, il cortile chiamato “Curta Stalasc” si era riempito di feriti francesi.
Il posto era relativamente al riparo dai combattimenti ma era battuto dalle ultime fucilate austriache che provenivano dall’alto del Campanile. Chi si prodigò generosamente e coraggiosamente a soccorrere i feriti, fu Teresa Ranzini  una bella e intelligente ragazza, alta e slanciata.
In particolare con un secchio di rame e una tazza di ottone cercava di provvedere alla distribuzione dell’acqua tra il lamento dei soldati francesi che invocavano: “Oh mère, oh mère” mentre la madre di Teresa, spaventata e senza capire cosa dicessero, seminascosta nella ”antipòrt” di casa, esortava disperatamente la figlia a mettersi al riparo gridando “L’é periculùs Tirisin, végn dént, n’dem Tirisin végn in ca”…ma la ragazza continuò, pur sotto il fuoco nemico, nella sua opera consolatrice.
A dare un certo credito a tale racconto e al fatto che durante la battaglia questo cortile fosse utilizzato come ospedale da campo per raccogliere i feriti, è l’affresco che vi si trova e che sembra risalire proprio al 1859. Il fatto poi che l’immagine raffigurata sia la “Madonna di La Salette” farebbe pensare ad un ex voto dipinto da un soldato francese subito dopo la battaglia.
Nel segno di questo ex voto celebriamo quindi la ricorrenza della nostra Battaglia tra i luoghi e i monumenti che devono rimanere soprattutto simboli di riconciliazione, dove vincitori e vinti, in un unico abbraccio di pianto e preghiera, inneggiano a quella pace… di cui oggi abbiamo estremo bisogno!
MODI DI DIRE – “Segnass col gumbet “-“Signass cunt al gumit“  – Segnarsi col gomito
“Segnarsi”, ovvero farsi il Segno di Croce è un segno di ringraziamento, di protezione o di benedizione e se si potesse riuscire a fare questo segno con un gomito sarebbe qualcosa di eccezionale. E allora, quando si dice che una persona può: “Signass cunt al gumitsignifica che se l’è cavata da un guaio estremo con immensa fortuna, tanto da dover ringraziare con un gesto altrettanto straordinario la Provvidenza che lo ha aiutato.
LINGUAsentìsentire
Ecco qualche esempio dell’uso dialettale del verbo sentire usato, come in italiano, con diversi significati:
Sentì el càld, el frècc – provare caldo, freddo
Sentì nagòtt per nissùn – non avere sentimenti per nessuno
Sentì mèssa – sentir messa
Sentì el saòr – sentire il sapore
Fàss sentì – dire le proprie ragioni con forza
Sentìla – sentirla, avere un’opinione
Sentìss – sentirsi, sia rispetto alla salute che alla disponibilità
Fà brutt sentì – cosa brutta da sentirsi
Stàmm a sentì – ascoltami
…E CHI LO SA?
Lo scorso mese erano state proposte per la ricerca del significato due parole:
lapa” e il suo verbo “lapà” .
Ancora una volta, sempre attento e preciso, il nostro Carlo (FURBELLI) che possiamo ormai definire, ringraziandolo, prezioso collaboratore ci scrive:
“ lapà — aggiungiamo una p opzionale e ritroviamo in maniera onomatopeica la parlantina, la loquacità e la chiacchiera, naturalmente collegate al bere avidamente e rumorosamente.
Lapà come lapagià, cilapà, tapelà e così via.
E, bizzarramente, lapa dà anche carota, panzana, balla.”
In effetti per la parola vuole la doppia “p” e solo il vocabolario Angiolini la riporta con una sola, definendo lapa (loquela, parlantina di chi parla molto,troppo) e il vocabolario Arrighi esemplifica : “Ma sent che lappa che g’a quel fioeu” – “Ma senti che parlantina ha quel ragazzo”
Interessante è poi l’etimologia del verbo lapà o lappà riportata dal vocabolario Cherubini e di cui ne fa cenno anche Carlo.  La parola è onomatopeica in quanto deriva dal rumore, quel lap…lap  che gli animali, come il cane, fanno quando mangiano tirando il cibo in bocca colla lingua. Da questo il significato di leccare o di magiare voracemente, tanto e in fretta così come vien ben espresso dal nostro dialetto… “L’à lappaa sù tutt!”
Facile… facile è la parola per questo mese, anche se può ingannare i ricercatori il modo con cui questa parola viene scritta in milanese: zénta
Siamo qui ad attendere risposte e pensieri collegati a tale parola, anche sul sito Magenta Nostra nel “libar di fàcc”  – Facebook… così voi scrivete, tutti leggono e …noi pubblichiamo. Gli indirizzi sono quelli riportati a fondo pagina.
…Sa sintum

Damm à trà… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese: RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini –  di F.Cherubini – di C.Arrighi WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

 

 

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

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