El canton del dialètt – Més de Màrz 2026
Al canton dal dialètt – Més da Màrz 2026
(le parole in azzurro sono scritte con pronuncia in dialetto magentino)
Márz marzòtt, l’è istèss el dì e la nòtt
Marzo marzotto, sono uguali il giorno e la notte
Ecco in un solo proverbio i due aspetti di cui parleremo in questa puntata:
il mese di Marzo e un elemento che lo caratterizza: l’equinozio di Primavera.
Partiamo dai nomi. Marzo deriva dal latino Martius, in quanto il mese era dedicato al dio romano Marte. A lui era attribuita la protezione dei raccolti primaverili ma soprattutto era venerato come il dio della guerra. Sembra infatti che proprio dal mese di Marzo iniziassero i preparativi per le campagne belliche.
Equinozio deriva dal latino aequinoctium col significato di giorno con durata uguale alla notte. E’ infatti il momento, nella rivoluzione della terra intorno al sole, in cui i raggi solari giungono perpendicolarmente all’asse di rotazione terrestre determinando la stessa divisione del tempo tra la notte e il giorno. Questo fenomeno avviene due volte all’anno quando il sole a mezzogiorno è allo zenit determinando l’equinozio di Primavera nel mese di Marzo e l’equinozio di Autunno nel mese di Settembre.
Quest’anno l’equinozio di Primavera è previsto al 20 Marzo quando da noi saranno le ore 15:46. Questo momento segna l’inizio della Primavera astronomica nel nostro emisfero boreale, mentre in quello australe inizia l’Autunno.
Con il solstizio di Giugno e di Dicembre si compongono così con Estate e Inverno le quattro stagioni che suddividono il nostro anno solare.
La prima testimonianza di una suddivisione dell’anno in quattro stagioni sembra risalire agli antichi Greci che le identificarono come figure dispensatrici di frutti e beni. Ma è soprattutto nel mondo romano che le stagioni ricevettero una vastissima iconografia raffigurandole con giovani donne : la Primavera agghindata con fiori e cornucopia; l’Estate con fasci di spighe e falce da mietitura; l’Autunno con frutti della vendemmia e rami d’olivo; l’Inverno con abiti pesanti e con il dono della cacciagione. L’arte pittorica continuò a rappresentare, nel suo evolversi, una simile simbologia delle quattro stagioni.
La parola italiana Primavera in latino è “ver “ e l’espressione primo vere latina, significa “al principio della primavera” o “inizio della bella stagione“. Il termine latino “ver” ha antiche radici linguistiche con il significato di “splendere“, “ardere” o “mettere calore“. La Primavera quindi, si annuncia come l’ “inizio dello splendore“, con riferimento al risveglio della natura e all’aumento della luce e del calore dopo l’inverno.
“Con l’arrivo della primavera, l’ambiente che ci circonda si trasforma in un dipinto vivo, ricco di colori e di energia, che celebra la rinascita e la vitalità di questa stagione.
Le giornate si allungano, i colori tornano a risplendere e la natura risveglia i nostri sensi con il calore del sole. Questa stagione simboleggia un nuovo inizio, un’opportunità di crescita e di rinascita che va oltre il semplice cambiamento di temperatura.”
(nell’articolo alcune informazioni sono tratte da ricerche in rete e Wikipedia)
MODI DI DI DIRE – cascià gàndoll – raccontare frottole.
Gandolla (pronuncia gàndula) in milanese significa “nocciolo” cioè l’involucro legnoso e duro che racchiude il seme di frutti come pesche, ciliegie, albicocche e olive.
In senso figurato nel nostro dialetto viene inteso anche come frottola e quando qualcuno viene apostrofato : “Càscia gàndoll” si intende parlare di una persona che le spara grosse e racconta bugie.
Una ricerca più approfondita di questa parola dialettale porta ad una derivazione dall’arabo antico (Ghandua) lasciata poi a noi dalla funesta dominazione spagnola.
In spagnolo infatti, gandul (o gandula al femminile) ha il significato di pigro, fannullone o scansafatiche, riferendosi a una persona che evita il lavoro o le responsabilità, preferendo non fare nulla.
In tal senso viene a volte usato anche nel nostro dialetto magentino nel dire: ” Fà no al gandùla “
…E CHI LO SA?
Anche la parola dello scorso mese ha trovato ricordi e rispondenze.
In molti hanno indicato per “ùtùmàna”, solo la secca e corretta risposta di “divano”, Qualcun altro si è spinto in simpatiche e variegate risposte che hanno ravvivato il post. Ecco alcuni interventi:
Elisabetta Calappi
Essere “Stravacà in su l’utumana” era un momento di forte pigrizia
Massimo Francini
Belli quei chiodi/puntina da tappezzeria che servivano per fermare il rivestimento in pelle sulla struttura lignea. Come mi divertivo a toglierli dal divano di mia nonna………più o meno 70 e passa anni fa
Ivana Garione
Divano… così lo chiamava la mia nonna e anche la mia mamma
Oldani Luigia Emiliana
Il divano ma non i divani che vediamo adesso lui aveva la struttura in legno duro come il muro ma faceva scena muta, nonna l’aveva ma era solo di bellezza
Davide Parmigiani
il divano se a tre posti, se a due posti soli allora canapè
Sonia Introini
Divano …così chiamava mia nonna e mia zia
Ringraziamo sempre per la lettura e le risposte ma ancora una volta, vorrei spronare ad aggiungere qualche frase dialettale, qualche ricordo o aneddoto alle nostre ricerche. E’ il modo per ravvivare il mondo di antiche cose o di vecchi modi di dire che inevitabilmente sono destinati all’oblio linguistico. Come per le scienze che si occupano del nostro passato artistico o archeologico sarebbe importante mantenere anche un “canton dal dialètt” in cui le radici di lingue locali possano trovare nutrimento culturale e memoria dei nostri avi.
…E veniamo alla parola facile…facile di questo mese: “cifòn”
Dai …sbizzarritevi con i vostri post!
Gli indirizzi sono sempre quelli riportati a fondo pagina.
…”Sa sintum!”
Dàmm a trà… Consigli
Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese
Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a: https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it
(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano” edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini – di F.Cherubini – C.Arrighi
WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)









