Home » Dai nonni ai nipoti …alla ricerca delle parole perdute in “Serc in su l’acqua” (video)

Dai nonni ai nipoti …alla ricerca delle parole perdute in “Serc in su l’acqua” (video)

El canton del dialètt – Més de Màgg 2026
Al cantòn dal dialètt – Més da Màgg 2026

(le parole in azzurro sono scritte con pronuncia in dialetto magentino)

Aprìl el fà i fiòr e Màgg el ghe dà i colòr
Aprìl al fà i fiur e Màgg al ga dà i culur
Aprile fa i fiori e maggio dà loro i colori.

“El mes de Màgg a l’è vun di pussèe cald e succ. Cont i giornaad bei, al teved de l’aria imbalsamada del perfumm di praa sfiorii e di sces de biancospin, l’Òmm in quell mes chì el gh’haa el coeur pregn de zòia”

 da “Menisc Mes’ciòzz” di Elena PAREDI

 Esplode la Primavera e Maggio è il protagonista con i colori dei fiori, come cita il proverbio, e poi con belle giornate, con il tepore dell’aria pervasa di profumi in cui anche le persone sembrano ritrovare un po’ di gioia… “Maggio risveglia i cuori” (G.Carducci)
Anche le ricorrenze e le festività di questo mese sembrano riaffermare un moto di rigenerazione e di gioioso ringraziamento filiale.
Così se la Festa dei Lavoratori riafferma il rinnovamento del buon diritto e della dignità del lavoro, la Festa della Mamma con la dedicazione del Mese alla Madonna costituiscono un segno profondo di una figliolanza che ringrazia la natura e il cielo.
Quindi, questa festa, prima di  essere celebrazione della figura materna all’interno della famiglia e della società,  è un momento di  gioia in cui ricordare la propria mamma, donarle un fiore, abbracciarla o rinnovarne il commosso, caro ricordo.
La Festa della Mamma è la festa di un amore particolare, unico e differente da tutti gli altri.
Nella religione cattolica Maggio è anche un mese di rinnovamento, di bellezza naturale, e simboleggia la purezza, la tenerezza e la fecondità spirituale, tutte qualità associate a un’altra mamma: Maria, madre di Gesù, e anche per Lei l’omaggio più caro è la recita del rosario (letteralmente una raccolta di rose). “Questo mese è quindi un momento privilegiato per avvicinarsi a lei, per affidarle le nostre intenzioni e ricevere la sua intercessione materna. “

Alcune notizie sono tratte da Internet Wikipedia

MODI DI DI DIRE – “Stà schisc” – “Stare schiacciato…?”

La parola “schisc”, sui diversi vocabolari di milanese viene tradotto come schiacciato, spiccicato, piatto (es. avegh el nas schisc = avere il naso schiacciato).
Ma lo stare “schisc” … schiacciato è quello sul metrò all’ora di punta?
Niente di tutto ciò. La frase, in milanese, prende il significato di far finta di niente, tenere in sé, stare al proprio posto e in particolare un vocabolario (C.Arrighi) lo definisce come lo stare chiotto… ohibò !
Non avendo mai sentito il termine l’ho cercato sul vocabolario d’italiano :”chiotto – aggettivo italiano che descrive una persona quieta, immobile e silenziosa, spesso sorniona, che agisce con prudenza o per soggezione/paura”
Definizione che ben si adatta al nostro modo di dire.
Una nota particolare: alcuni vocabolari milanesi alla parola “el schisc” danno anche il significato di “damo, amante”  …e allora si capisce molto di più il senso della frase, insomma uno che proprio deve “stà schisc”!

…E CHI LO SA?

Era indubbiamente facile la parola dello scorso mese  e avete tutti risposto correttamente anche se mi sarei aspettato qualche …doloroso ricordo da “oeucc pulin”, ma forse anche i calli si sono persi in scarpe comode e in lavori sempre meno manuali …anche se qualcuno ha annotato che comunque “in primavera si fanno sentire”!
Ma ecco il nostro amico ed esperto Carlo (Furbelli) che ha ampliato la ricerca superando i nostri …calli per trovare una definizione che ha riscontri anche nella lingua italiana:
Oeucc pulin mi porta a callo, delle mani o dei piedi.
Da piccolo pensavo fosse un pidocchio forse da pulin – tacchino.
Così non era, così non è!
E allora cusa l’é?
E’ l’occhio pollino, anche in italiano, lo scriveva pure il Cherubini – terreno di polla – terreno ove vi sono molte vene e polle d’acqua.
Sono diffusi soprattutto nella fascia pedemontana lombarda, tra i fiumi Adda e Ticino.
Ringraziamo Carlo per il puntuale intervento e passiamo alla parola di questo mese restando sul facile… pensando che i più attempati l’hanno senz’altro sentita e la ricordano bene: “cunegrina”.
Tornate indietro nel tempo dei ricordi e raccontateci  le cose che avete visto e quelle… sentite!
Grazie in anticipo. Gli indirizzi sono sempre quelli riportati a fondo pagina.
…”Sa sintum!”

Dàmm a trà… Consigli

Per quanti fossero interessati a gustare la nostra parlata dialettale  e approfondire i dialetti del milanese:
RADIO MAGENTA – La Musica dal Dialet
https://soundcloud.com/radiomagenta/la-musica-del-dialetto
Carlo FURBELLI  -“Dialett dal Cason e oltar…” https://www.facebook.com/groups/dialetto.casonese

Per le vostre risposte, i vostri ricordi o gli interventi scrivete a:  https://www.facebook.com/magentanostra o info@magentanostra.it

(bibliografia: C.Beretta “A lezione di grammatica Milanese”- C.Comoletti “I mestee de Milan”- “Vocabolario Milanese-Italiano”  edizioni di G.Banfi – di F.Angiolini – di F.Cherubini – di C.Arrighi WEB: Wikipedia – Accademia della Crusca – Canzon.Milan.it – Milano Free.it – www.sciroeu.it – foto Internet rielaborate e con autore sconosciuto)

Davide Cattaneo

Collaboratore di MAGENTA NOSTRA.
Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Realizzatore, curatore e voce narrante della sezione "El canton del dialett".

Storico Articoli

Archivi

Seguici