Home » Finalmente domani sarà battaglia (testo e podcast)

Finalmente domani sarà battaglia (testo e podcast)

Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 4 maggio 2009

Parafrasando il titolo del romanzo di Annalina Molteni, in cui si coglie l’atmosfera di Magenta alla vigilia della battaglia, anche in questo articolo sarà protagonista la voce di coloro che in quegli anni, da amministratori, rappresentavano una popolazione che, suo malgrado, ebbe a patire grandi sofferenze dall’evento bellico.
Danni particolarmente ingenti a seguito delle manovre militari, ma danni pesanti anche nei giorni che precedettero lo scontro
, quando a Magenta si ammassarono numerosi contingenti austriaci, che alloggiarono e alimentarono se stessi e i propri cavalli sulle spalle dei residenti.
Più giorni sarebbe durata l’attesa, più le requisizioni si sarebbero fatte pesanti, più la vita dei magentini sarebbe diventata dura; viveri, foraggi e mezzi di trasporto requisiti costituirono il cinque per cento delle circa seicento mila lire (cifra enorme, per l’epoca) cui ammontarono i danni di guerra per i quali Magenta chiese compenso. 
Due anni dopo la battaglia, ancora nulla di questi danni era stato compensato; il 18 aprile 1861 la Giunta Municipale, recentemente costituita, scrisse un lungo memoriale al Ministero della Guerra a Torino, da cui sono qui estrapolati i passaggi più importanti: “Magenta fu certo tra i comuni quello che maggiormente sofferse per la guerra dell’indipendenza italiana. Prima del 4 giugno, per la concentrazione dell’armata austriaca alla sponda del Ticino, siccome borgo centrale, fu aggravato da requisizioni di viveri e foraggi.
Nel dì della gloriosa battaglia che decise della liberazione di presso che tutta la Lombardia e della salvezza di Milano, i campi di Magenta furono il teatro della lotta ostinata sostenuta dalle valorose truppe alleate, contro l’ammasso delle truppe austriache, che durò ininterrottamente dalla mattina a sera inoltrata, colla distruzione di tutti i generi di raccolti e dei vigneti del territorio.
L’inaspettata e barbara ostinazione del comandante in capo austriaco, di volere opporre resistenza nel borgo, contraria all’odierno incivilimento, oltre all’esser costata ai prodi combattenti grave sacrificio di sangue, fu fatale ai poveri abitanti che, sorpresi dal pericolo in cui si trovarono, furono costretti per più di otto ore d’un angosciosa incertezza a star ricoverati ammucchiati nei locali sottoterra, senza osare dar segnale di loro unione, perché le piazze, le contrade, le corti, i caseggiati e gli orti erano un campo di combattimento a corpo a corpo ed i pochi che imprudentemente sortirono dal loro ritiro, rimasero sgraziatamente vittima, o perché tenuti come sospetti di agenti del nemico, o perché fatalmente colpiti dagli infiniti proiettili d’ogni arme che circolavano pel concentramento 
dei due eserciti.
La Provvidenza salvò bensì Magenta da una totale distruzione, pei razzi e le bombe incendiarie che in gran numero cadevano sui caseggiati, ma tutta la popolazione risentì i tristi effetti dello spavento, cui molti in seguito dovettero soccombere per le sviluppatesi malattie, ed infiniti ne risentono ancora le perniciose conseguenze, senza speranza d’una guarigione. S’aggiunga la forza maggiore che in simili circostanze non può essere frenata, che costò alle proprietà mobili dei privati e prima e dopo il combattimento, a chi in tutto, a chi in parte le perdite 
delle loro suppellettili e biancherie, delle scorte e di quant’altro può avere una famiglia”. 
Nel sollecitare provvedimenti dettati da criteri di “necessità e di umanità”, la Giunta magentina poneva l’accento anche sulle condizioni di una specifica categoria di lavoratori, dei quali si fa qui menzione per la prima volta:In conseguenza dei danni sofferti, di cui non avvi alcuno che dal poco al molto ne sia esente, la classe dei giornalieri operai e contadini venne molto a soffrire per mancanza di lavoro, delle cui braccia questo Borgo eminentemente agricolo ed industrioso di settemila e più anime ritrae il necessario per gli impegni di prima necessità della famiglia; fra questi i giovani sartori [sarti] da tempo, ad onta del loro buon valore e lodevole capacità (che non è dato trovare né in luogo né nelle vicine città), sono ridotti agli estremi, esacerbati dalla triste conseguenza di dura necessità, senza alcun sollievo nella loro non imputabile miseria. La Giunta Municipale è quindi in dovere di ragguagliare il Ministro ed interporsi personalmente a favore di tutti gli operai del Comune, e massime dei sartori, interessandolo vivamente di assegnare a questi ultimi un continuo lavoro di divise dell’Armata Italiana, sollevandoli così dalla triste loro posizione, poiché ove prontamente non vi si provvedesse il malcontento spinto dall’assoluta povertà sarebbe motivo di disordini e di danno alla causa nazionale”.
Tardando le risposte da parte dello Stato, “che non poteva prendere in considerazione i conti pei danni della guerra del 1859 fino a che non fossero esperite le pratiche in corso in confronto coi competenti Superiori Dicasteri”, i comuni danneggiati tentarono la carta di sensibilizzare l’opinione pubblica.
Ne rimane traccia in una lettera con la quale nel dicembre 1864 il comune di Magenta chiese ai comuni di Boffalora e di Melegnano, anch’essi danneggiati da eventi bellici, di compartecipare alla spesa per l’acquisto “dall’orefice e gioielliere Carlo Valli, d’un calamaio d’argento dell’importo di lire 140 che fu dato in dono all’egregio autore dei noti articoli stati pubblicati nella Gazzetta di Milano riguardanti l’indennizzo dei danni di guerra”.
Un’altra lettera del febbraio 1871 al conte Annoni, Deputato di zona al Parlamento Italiano, avente lo scopo di interessare il parlamentare a seguire da vicino i lavori della commissione incaricata di definire le convenzioni con l’Austria, testimonia che, passato ormai più di un decennio dalla battaglia, ancora nessun compenso era arrivato alla popolazione magentina.

 

Immagine: Giovanni Fattori – Campo italiano alla battaglia di Magenta

 

Laura Invernizzi

Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA
Giornalista, realizzatrice e voce narrante della sezione "Podcast"

Archivi

Archivi

Seguici