Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 5 giugno 2011
Nell’archivio comunale, insieme alla copiosa documentazione che accompagna la gestione finanziaria, sono conservati alcuni atti che compendiano l’attività dell’Amministrazione mettendone in rilievo i punti programmatici salienti; abbiamo quindi i bilanci di previsione e i “conti morali”, che riepilogano gli obiettivi raggiunti e quelli invece disattesi.
Il primo conto morale dell’Italia unita, presentato nel settembre 1861 dalla Giunta composta dal sindaco Carlo Marinoni e dagli assessori Giacomo Bottelli, Carlo Francesco Banfi, Carlo e Filippo Conti è quello relativo al 1860. Sono qui riportati i passaggi principali.
“Nell’assumere la mansione di rappresentante del Consiglio nell’intervallo delle due sessioni di primavera e autunno, la Giunta Municipale procurò, entro i limiti delle accordate facoltà, con assiduo e coscienzioso lavoro, e per quanto le proprie cognizioni lo permisero, di regolarizzare l’Amministrazione del Comune, che per la guerra guerreggiata in luogo ed il nuovo ordine di cose, richiedevasi di necessità un’attenta e continua occupazione.
Primieramente sulle basi del bilancio attivo 1860 vennero esatti tutti i crediti arretrati e quelli che maturarono nell’annata, eccettuati solo gli interessi della cartella del prestito austriaco dell’anno 1854 di fiorini 1000, pei quali si ebbe solo il concambio con altra simile al portatore, a seguito delle pratiche attivate dal Regio Governo a favore dei Corpi Morali.
Nelle entrate si ebbero molti proventi straordinari derivati dalle liquidazioni che di quando in quando si ottennero dai vari dicasteri per le molteplici contabilità insinuate di viveri e foraggi alle truppe nel 1859 e 1860, di trasporto di detenuti, indennità di via agli indigenti di passaggio, rifusione di spese per l’acquartieramento dei Reali Carabinieri […]. Similmente sulle basi del bilancio 1860 si pagarono i residui passivi apparenti sul consuntivo 1859, e col mutuo operatosi di lire 26000 presso la Cassa di Risparmio in Milano furono saldati tutti i creditori verso il Comune per viveri, foraggi ed altro somministrati alle truppe italiane, francesi e austriache, nonché i mezzi di trasporto eseguiti per dette armate, avendo tenuto per base nei prezzi dei generi quelli correnti a quell’epoca sulla piazza commerciale, ritenendo altresì, come da apposito verbale, saldati ed annullati i buoni di coloro che avuto riguardo agli acconti avuti, in confronto degli adeguati prezzi stabiliti, risultassero aver già percepito le somme dovute […]. Del mutuo assunto si ebbe un avanzo di circa 3000 lire. Si eseguì il pagamento della prima sesta parte del mutuo di fiorini 4000 avuto dalla Cassa di Risparmio, come da scrittura 13 luglio 1859, e col sig. Falciolo Antonio, cessionario della ditta Pestalozza, fu ristretto il conto per gli obblighi assunti dal Comune in causa del metallo somministrato per il nuovo concerto delle campane, consistenti in lire 12000 da pagarsi in sei uguali rate, cogli interessi in via scalare nella ragione del 6 % all’anno.
L’impianto dell’Ufficio Mandamentale di Pubblica Sicurezza, il fitto del locale, il soldo giornaliero all’inserviente costò al Comune la somma di lire 1124. Ai sensi di legge la spesa deve essere ripartita proporzionalmente fra tutti i Comuni componenti il Mandamento, e la Giunta non omise fin da principio di inoltrare rapporto in proposito alla Regia Intendenza, e di quando in quando rinnovò eccitamenti, ma si ebbe sempre l’identica risposta, che i reclami dei vari Comuni capoluogo furono inoltrati al Ministero per gli occorrenti provvedimenti, senza che a quest’oggi si abbia una risposta definitiva.
La sistemazione dell’ufficio comunale costò lire 567, oltre l’aumento dell’annuo fitto dell’interesse sul capitale impiegato nel riadattamento del locale, di cui si attende dalla nobile casa locatrice [contessa Caccia Bolognini] l’importo complessivo per la costruzione della prigione, che ha principio coll’annata 1861. Per l’impianto dell’illuminazione del Borgo si spesero 1372 lire ed altre 342 per l’olio e per l’incaricato come illuminatore dal 17 ottobre 1860, epoca in cui si diede principio. Nella corrente annata 1861 si pensò di provvedervi per economia in via provvisoria e di esperimento; coll’apertura ordinaria della sessione d’autunno, sarà compilato il conto della spesa complessiva incontrata in un anno, ed il Consiglio deciderà se sia il caso di procedere col sistema economico o per appalto.
L’ammontare della spesa per il servizio della Milizia nazionale fu di lire 1641 e l’impianto di lire 3308. A prima vista sembrerà forse eccessiva, ma dall’esame del conto finanziario potrà rilevarsi che molto di essa non si riferisce già al solo esercizio 1860, bensì alla prima formazione della milizia nell’estate del 1859 e che quantunque incontrate in quell’anno le spese furono pressoché tutte pagate nel 1860. Ora che può dirsi compiuta l’organizzazione, certo l’annua spesa sarà di gran lunga diminuita.
In quanto alla manutenzione delle strade comunali, la Giunta, per il ritardo dell’ingegnere delegato dalla cessata Deputazione sig. Garegnani nel presentare il progetto d’appalto, stante l’urgenza di varie operazioni, fece eseguire alcuni adattamenti in via economica, e deliberò per l’annata 1850 di progredire allo stesso modo l’incominciata manutenzione, provvedendo solo all’assolutamente indispensabile, onde alleggerire la già gravosa spesa comunale. Ed infatti si ebbe un risparmio di lire 2070 sul canone dello scaduto appalto, che se non si può dire essere le strade state nello scorso inverno un modello di solidità, furono però tali da pareggiare quelle dei vicini comuni mantenute da appaltatori. Anche nel 1861 si terranno per economia, e sebbene le spese dovranno di necessità superare quelle dell’anno scorso, il Comune avrà sempre un rilevante vantaggio. Molte spese vennero incontrate, quantunque non reventivate, per libri e mobili per le scuole, per la festa dello Statuto e dell’anniversario del 4 giugno 1859, per anticipazioni di somministrazioni di foraggi ai militari di passaggio; ad esse si provvide con maggiori entrate e con le economie sulle spese bilanciate, ottenendosi per risultato al 31 dicembre 1860 un fondo di cassa di lire 3190 le quali per lire 3000 si verseranno alla Cassa di Risparmio a parziale restituzione delle lire 26 mila.
L’amministrazione comunale col 1 gennaio 1861 mira ad alleggerire le pur troppo gravose spese comunali e s’attende la desiderata liquidazione delle requisizioni austriache state recentemente insinuate, colla quale sarebbero tolte le passività capitali incontrate e cessati gli interessi in corso; inoltre s’attende che abbia a cessare l’annuo peso per il pagamento del concerto delle campane, che continua ancora per altri tre anni.
Ridotta l’Amministrazione alle sole spese ordinarie, certo in allora l’estimo ne risentirà un sollievo, e con una moderata imposta sarà dato poter sopperire agli occorrenti impegni”.
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