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Il Magenta nel mondo e in tanti mondi. 

Il magenta colora il mondo, dando fama alla nostra città più della Battaglia perché, mentre la Storia del Risorgimento italiano non è nota ovunque (anche in una recente trasmissione televisiva venivano citate solo Solferino e San Martino), il colore che di Magenta porta il nome ha raggiunto tutte, o quasi, le latitudini.
Tinta elettrizzante e senza confini che vuole dare un messaggio di spicco … vibra con vigore, sfoggia segnali di forza, è pulsante, incoraggia …”, attingiamo da una pagina web di Pantone, l’azienda statunitense che ha eletto il Viva Magenta colore dell’anno. La qualcosa è motivo di iniziative dedicate a promuovere una città che, pur vicina a Milano, intende mantenere salda la propria identità. A contribuire allo scopo la proposta  “Multiverso Magenta. Come Magenta ha colorato il mondo” a cura di Urbanamente e dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con Federchimica Aispec,, Museo della Scienza e della Tecnologia e Pro Loco.
Per prima cosa, si deve riconoscere a Daniela Parmigiani, presidente dell’associazione culturale, il merito di avere dato alle stampe nel dicembre 2022, in tempi non sospetti, insieme a un gruppo di studenti del ‘Quasimodo’ guidati dal compianto professor Sergio Chiodini, il libro ‘Cremisi 1859. Il rosso magenta tra mito, storia e realtà’. Per seconda cosa quello di aver raccontato in sintesi attenta e chiara l’origine, la storia, la natura del colore in oggetto a oltre 200 studenti di alcune classi dei licei Artistico ‘Einaudi’, ‘Bramante’, ‘Quasimodo’ e dell’Istituto di grafica CFP Canossa, presenti lo scorso martedì al CinemaTeatroNuovo.
L’incontro intendeva andare oltre la mera esposizione di notizie e di interessanti, magari curiose, informazioni. “Vorremmo trasmettervi un’importante eredità, siete qui per questo”,  ha sottolineato Daniela Parmigiani rivolgendosi alla platea perché, come si legge nel libro citato, “la mia identità non deriva solo dal passato, dall’appartenenza a un gruppo, a un luogo, a una storia condivisa, ma è determinata soprattutto da ciò che farò di questo passato …  da come saprò trasformare una lezione della storia in energia creativa per tradurla in forme nuove, appropriate al mio tempo”.
Ecco  lo’ studente’ inglese William Perkin che, impegnato nel laboratorio di casa a ottenere dal catrame il chinino naturale, scopre una molecola “che risulterà poi di grande interesse … una polvere rossastra adatta a tingere i tessuti. La sperimentazione, dunque – ha affermato la relatrice – è fondamentale”. Ecco lo stesso giovane avviare insieme al padre la sua prima startup e chiamare il colore ‘porpora fenicia’, poi ‘malva’. Siamo nel 1856. Qualche anno dopo, nel 1859, in Francia, Emmanuel Verguin, direttore di una fabbrica di colori di Lione, grazie a un dipendente che “aveva ficcato il naso nella Perkin&Sons”, produce “un intenso rosso che chiamò fucsina … noto poi col nome di magenta”. Con quel colore si erano tinte bandiere e uniformi militari.
Nell’incontro di Urbanamente alla più nota definizione del magenta tratta dalla Treccani – “rosso cremisi carico che fa riferimento al colore dei pantaloni degli zuavi francesi che parteciparono alla battaglia”- si sono aggiunte quelle tratte dall’Enciclopedia Britannica, “dove si cita la Battaglia, ma pure il fucsina, il rosa anilina e un rosso scuro”. Questione di sfumature di uno stesso colore, questione di nomi. Una complessità cromatica catalogata nel corso del tempo.
Un altro passaggio interessante dell’intervento della presidente, argomentato anche da Alberto Conti di Ferderchimica, ha riguardato quanto è derivato dalla produzione dei colori e qui veramente si è aperto un mondo incredibile, ma vero. Grazie agli studi, alla ricerca, all’innovazione, “parole da tenere presente, ragazzi”, si sono compiuti progressi nel campo dell’arte, della fotografia, della farmaceutica, della medicina, si sono prodotti materiali, fibre sintetiche e altro ancora.
Ad arricchire la mattinata il saluto e l’intervento del sindaco Luca Del Gobbo, di Pietro Pierrettori e dei rappresentati delle realtà che hanno contribuito alla realizzazione e alla riuscita dell’iniziativa che ha colmato di significati un segno grafico, trasformandolo in simbolo, come è appunto il sole dai raggi vibranti, logo di ‘magenta internationalcolor’,  ideato dallo studio di grafica e pubblicità di Gianluigi Recalcati.

Franca Galeazzi

Giornalista e Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.

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