“La bicicletta di Bartali” al Cinemateatronuovo per la Giornata della Memoria
Sono oltre trecento i ragazzi delle scuole di Robecco e Magenta che hanno apprezzato “La bicicletta di Bartali”: le classi della scuola secondaria di primo grado “Don Milani” sono arrivate in pullman e hanno fatto una sosta all’angolo tra via Trento e via Diaz, davanti al monumento che ricorda la Casa segreta dove Dino Molho e la sua famiglia avevano trovato rifugio.
In platea anche i coetanei della scuola “F. Baracca” e gli alunni delle classi quinte della scuola primaria “Santa Caterina”. I ragazzi hanno tra i dieci e i dodici anni, quasi tutti vanno in bicicletta, un piccolo gruppo corre in una squadra, sono quasi coetanei dei protagonisti, in famiglia e nella squadra sportiva vivono situazioni a volte similari.
Dagli anni bui della guerra in cui Gino Bartali è stato un eroe all’odierna Gerusalemme: “tanti conoscono la storia del ciclista, ma in molti stanno conoscendo quella dell’uomo”, ha precisato Evelina Poggi, CEO della casa di produzione Lynx nell’introduzione alla visione. A narrare l’impresa umana di Bartali è nonno Alberto, mentre suo nipote vive la difficoltà delle barriere imposte dagli adulti e che l’esperienza dell’amicizia aiuta ad abbattere, almeno nel film, con i due ragazzi protagonisti, David e Ibrahim, alla ricerca del Bene sull’esempio di Gino Bartali, Giusto tra le Nazioni.
Mai come in questo periodo il film è più che attuale.
Distribuito in Italia dalla Lynx, il film di animazione, ha vinto il primo premio Castello d’Oro al festival Castellinaria di Bellinzona e il Premio Speciale Lete del Giffoni Film Festival.
“La bicicletta di Bartali” vede la regia di Enrico Paolantonio, è una co-produzione Lynx Multimedia Factory e Rai Kids, con Toonz Media Group e Telegael. Dall’inizio di agosto a oggi, dalla Sicilia al Trentino, da Ragusa e Messina a Roma, a Bologna, Milano, il film è stato programmato in circa 60 sale. E tra gennaio e febbraio sono previste più di 50 proiezioni.
Un lungo e spontaneo applauso ha accompagnato la chiusura della proiezione e, come ricorda la produttrice, “con “La bicicletta di Bartali” si viaggia attraverso l’Italia per parlare di dialogo pacifico e suscitando curiosità, riflessione, interrogativi e un entusiasmo trascinatore”.










