NON DI SOLO PANE è germogliata nella mente, forse sarebbe più giusto dire ‘nel cuore’ di Aurelio Livraghi. Ce l’ha rivelato Don Giuseppe Marinoni, tornato in città, sabato mattina, per l’intitolazione della SCUOLA DI ITALIANO PER STRANIERI proprio ad AURELIO LIVRAGHI. Fu lui, mancatoci prematuramente, a suggerire a Don Giuseppe, appena arrivato novello Parroco a Magenta, la costituzione di “NON DI SOLO PANE” che è iniziato come refettorio di comunità, ha poi fatto germogliare l’ambulatorio medico intestato ad un’altra grande magentina -primo San Martino d’oro- la dottoressa Elena Sachsel e ora la scuola di italiano per stranieri.
Perché l’integrazione è la chiave per l’accoglienza piena. “La fame di istruzione non è in realtà meno deprimente della fame di alimenti: un analfabeta è uno spirito sotto alimentato” , parole di Paolo VI nella Populorum Progressio, come ricordato da Don Marinoni nel saluto ai presenti sabato mattina in oratorio alla benedizione della targa di dedicazione della scuola (che ha sede nell’oratorio di via Santa Crescenzia) ad Aurelio Livraghi.
Che aveva nel cuore un’altra meta ancora: il dormitorio di comunità affinchè l’accoglienza fosse ancora più piena.
Prossima tappa del cammino della comunità pastorale?
Oliviero Trezzi













