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Lavori in corso per la ferrovia (testo e podcast)

Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 1 gennaio/febbraio 2001

La costruzione del tronco lombardo della ferrovia Austro-Sarda da Rho a Magenta venne completato in meno di un anno, con un grande sforzo organizzativo e finanziario da parte della Società che ne avrebbe gestito l’utilizzo
Nell’ottobre del 1857 venne costituita una Commissione mista civile e militare con l’incarico di procedere all’espropriazione dei fondi occorrenti per la strada ferrata, ed in tempi brevissimi si poté dare il via ai lavori.
A lavori da poco iniziati, partendo dal ponte sul Ticino e risalendo verso Magenta, le autorità locali, in previsione di possibili problemi di ordine pubblico a causa dell’ingente numero di lavoratori impiegati, inviarono in loco un visitatore, con l’incarico di riferire al Commissario Distrettuale.
Qui ne riporto quasi integralmente la relazione, interessante per una serie di aspetti, tra cui quello relativo alle consuetudini esistenti tra gli operai: ho lasciato inalterato il testo anche dal punto di vista linguistico poiché, nella sua sintassi caratteristica, ha un suo fascino particolare: “Mi recai in questa mane al Ponte [Nuovo] di Magenta e, previe le più estese indagini presso persone meritevoli di tutta fede, vi ho potuto attingere le seguenti notizie: 
1) I lavori della Ferrovia ebbero incominciamento sullo scorcio del dicembre passato [1857]; questi però dovettero essere momentaneamente sospesi a motivo della rigidezza della stagione e per la rilevante quantità della neve caduta. I lavori suddetti ebbero a ripigliarsi precisamente nella seconda quindicina di gennaio ed ora [febbraio 1858] continuano alacremente aumentandosi di giorno in giorno i braccianti ed i conducenti veicoli pel trasporto di materiali e pei movimenti della terra. 
2) Attualmente puossi affermare esservi impiegati più di mille lavoranti, dei quali però non saprebbesi in quale modo averne i nomi e cognomi, l’età, la patria e la paternità, mentre anche i singoli capo squadra lo ignorano annotando essi nei loro registri le singole giornate, che pagano ogni giorno o alla fine di ogni settimana. Questi giornalieri poi non si mantengono costantemente su tale lavoro, e soventi volte il contadino d’oggi si allontana domani nella lusinga che altrove possa guadagnare una mercede più lucrosa. Tali giornalieri sono per la maggior parte dei comuni di questo Distretto, un’altra parte del vicino comune di Cuggiono e la minima parte poi della provincia di Milano e Como [in quel tempo Magenta era in provincia di Pavia, distretto di Abbiategrasso]. 
3) I lavoratori distanti dai loro comuni di domicilio prendono alloggio nelle vicine cascine di Boffalora e di Magenta, gli altri al giunger della sera si riconducono in seno alle loro famiglie, e nei giorni festivi ben pochi sono quelli che si fermano nel luogo del lavoro mentre, ripetisi, i giornalieri che lavorano attualmente nella ferrovia Austro-Sarda dimorano la maggior parte in comuni poco lontani dal tronco da Magenta al Gran Ponte di Boffalora, che ora si sta costruendo […] 
4) Durante il lasso di tempo in cui ebbero incominciamento i lavori di che si tratta, non avvennero inconvenienti di sorta, ne ritiensi possano in seguito avverarsi, mentre fra poco, venendo a cessare i trasporti di terra ad opera di uomini, ma dovendosi intraprendere quelli coi carretti e coi vagoni sulla provvisoria strada ferrata, così il numero dei lavoranti verrà a diminuirsi di oltre la metà. 
5) Allorquando pertanto verrà sistemato un regolare lavoro continuato in tutta la linea, per quale non potranno occorrere che 500 uomini circa, […] si ravviserebbe opportuno d’ingiungere ad ogni capo squadra la regolare notifica settimanale dei rispettivi lavoratori posti sotto la loro direzione, la qual notifica, da presentarsi ogni sabato al Commissariato di Polizia al Gran Ponte, porterebbe anche l’indicazione di ogni eventuale variazione di braccianti. Dopo tutto questo, non si può a meno che ravvisare opportuno un aumento di forza di altri tre soldati per il lodato Commissariato di Polizia al segno che, con bene ordinate e saltuarie pattuglie lungo il tronco e nelle località adiacenti al lavoro, e lungo la linea del Ticino, potrebbero prevenire facili fughe o clandestini passaggi all’estero per parte dei lavoranti di detta strada”. 
L’ottimismo del visitatore, rispetto al controllo dell’ordine pubblico, non trova però conferma nei successivi provvedimenti; nell’aprile del 1858 venne richiesto sia al Commissario sia alla Gendarmeria di “attivare rigorosa ed efficace sorveglianza in tutte le persone addette ai lavori“, nonostante, a detta del deputato politico Modesti, i lavoranti sul tronco dal naviglio al Ponte fossero solo 288, “mentre prima sommavano fino a 2000“.
Nella primavera del 1858 i lavori fervevano invece nell’altro tratto, da Magenta a Rho, con ben 120 braccianti nel solo territorio magentino,numero forte in confronto del poco trasporto di terra che devono praticare“. A fine aprile il tronco al confine con Corbetta era pressoché terminato, cosicché fu possibile trasferire circa 200 uomini a Magenta, “ove si vuol fare la stazione“.
Qui in giugno erano segnalati al lavoro una cinquantina di muratori, e a fine mese “si è in procinto di incominciare, alla stazione, a porre il binario di ghisa continuando poi fino a Rho“. Grandi numeri ancora sono segnalati in piena estate, con circa cinquecento uomini nella Valle e duecento e più uomini all’opera a Magenta per la stazione, con aggiunta di una trentina tra falegnami e fabbri ferrai.
Nonostante ciò, quando nell’ottobre 1858 iniziò il regolare servizio passeggeri, la stazione era ancora fatiscente; bene aveva previsto, a fine agosto, il soprintendente della Società, riferendo che “i lavori sono pressoché conclusi, e solo quelli riguardanti la stazione non so quando potranno essere terminati che, in forza degli ordini e contrordini ai lavori stessi, quello che si fa quest’oggi si distrugge domani, per ricominciarlo postdomani e così via.
Accadeva un secolo e mezzo fa, ma potrebbe essere oggi.

 

Immagine di copertina: generata con intelligenza artificiale

Laura Invernizzi

Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA
Giornalista, realizzatrice e voce narrante della sezione "Podcast"

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