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L’inaugurazione nuovo fabbricato scolastico (testo e podcast)

Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 4 maggio 2008

Il 16 ottobre dell’anno 1900 fu giorno di grande festa a Magenta: si inaugurava il nuovo fabbricato ad uso di scuola elementare costruito nel giardino del palazzo Comunale che l’Amministrazione aveva recentemente acquistato; si trattava dello storico edificio che il benemerito Giuseppe Fornaroli, morto nel dicembre 1896, aveva deciso di lasciare ai magentini, unitamente a tutti i suoi beni, per consentire il funzionamento di un ospedale e di un asilo infantile. 
Il progetto della nuova scuola era stato affidato all’ingegnere Giuseppe Magni di Milano, e prevedeva l’edificazione ex novo di un edificio composto da 12 aule. I lavori vennero eseguiti dalle maestranze guidate dal capomastro magentino Vincenzo Maino. Rispettando i tempi previsti in fase di stesura del progetto, l’edificio poteva quindi iniziare ad accogliere gli studenti a partire dall’anno scolastico 1900/1901, il primo del nuovo secolo. 
La documentazione rimasta in merito alle spese effettuate per l’inaugurazione ci consente di rivivere i momenti culminanti di quella giornata: alla tipografia e cartoleria Banfi, con esercizio sotto i Portici, erano stati commissionati “250 inviti stampati su cartoncino Bristol inchiostro viola”, mentre al premiato Caffè Offelleria Burla Giacomo, ubicato anch’esso sotto i Portici, erano stati ordinati otto litri di vino, 24 offelle e dolci assortiti. Il banchetto che avrebbe seguito l’inaugurazione era impreziosito da trenta amaretti Virginia, probabilmente importati da Sassello, e non di produzione Burla (come invece le offelle) visto che il marchio Virginia era stato brevettato nel 1897. Da Cuggiono arrivarono gli addobbi preparati appositamente dall’esperto “apparecchiatore” De Mattei Fortunato, molto richiesto in tutta la zona, consistenti in “20 bandiere a lancia piccole, 12 più grandi e 10 stendardi con coperture”. Non poteva mancare l’intrattenimento musicale, che venne affidato al maestro Mario Pagani, il quale fece trasportare presso le scuole un pianoforte e diresse un’orchestrina di otto musicisti. Tanti gli inviti, tante le sedie per far accomodare gli intervenuti, che vennero noleggiate dal canestraio e bottaio Bonazzi Guglielmo, con bottega in Magenta. Al termine della cerimonia, verso le 13,30, per accompagnare la degustazione degli invitati ai tavoli dei dolci e per allietare il popolo tutto, si esibì il Corpo Musicale Operai dello stabilimento De Medici (poi Saffa) di Pontenuovo. 
Poco chiaro ci appare invece quale fosse l’utilizzo di una campana di bronzo dal peso di 22 chilogrammi, recapitata al Municipio dalla Società Tramway Milano-Magenta tre giorni prima dell’inaugurazione: doveva servire solo per l’inaugurazione, oppure era destinata a segnare anche nella quotidianità l’inizio e la fine delle lezioni? In qualunque caso, le lezioni iniziarono. 
Gli amministratori magentini si mostrarono orgogliosi della nuova scuola, ma coscienti che ben presto avrebbero dovuto rimettere mano ai capitoli del bilancio per nuovi interventi. Così si espresse la Giunta Comunale nella relazione a consuntivo sul bilancio dell’anno 1900: “Colla costruzione del nuovo edificio si diede uno stabile aspetto alle scuole del Comune. Però è bene non illudersi: dinanzi al progrediente aumento della popolazione ed al conseguente aumento di alunni nelle scuole, il Comune sarà presto chiamato a ripensare all’ampliamento dell’edificio scolastico, ampliamento, del resto, già previsto e studiato nel progetto originario”. 
I lavori per creare nuove aule iniziarono a partire dal 1903, con una popolazione che intanto aveva superato gli otto mila abitanti tra il capoluogo e le frazioni (censimento del 1901) e che continuava a crescere al ritmo di circa mille abitanti ogni cinque anni. 
Nel frattempo il primo a fare i conti con la nuova situazione fu il bidello Angelo Barenghi, perché “mentre prima le scuole erano aperte in un locale disadatto in via Lomeni, tenuto in affitto, coll’apertura del nuovo edificio vennero assegnate al bidello più larghe attribuzioni dovendo lo stesso attendere alla pulizia di ben dieci  aule, dei vasti porticati, dei cortili, ecc., nonché ai servizi di nettezza e provvista d’acqua per le latrine, all’accensione, alla custodia, alla pulitezza ed al regolare funzionamento dei caloriferi, alla sorveglianza dell’entrata ed uscita degli alunni”. Per queste mansioni il Barenghi doveva prestare la sua opera nell’arco di tutta la giornata, non potendo così svolgere la professione di calzolaio che prima esercitava alternativamente con quella di inserviente scolastico. Gli venne così adeguato lo stipendio, e l’inserviente part-time divenne bidello a tempo pieno.

Laura Invernizzi

Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.
Realizzatrice, curatrice e voce narrante della sezione "Podcast".

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