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Magenta e i ragazzi del 4 Giugno.

(articolo ripreso da TICINONOTIZIE, che ringraziamo confermandoci nella felice collaborazione)

Ancora a proposito del 4 Giugno, della carica dei 400 e, soprattutto di come le nuove generazioni debbano conoscere la nostra Storia e le nostre Tradizioni.

Del ‘4 Giugno dei bambini’, bella iniziativa che non è certo novità di quest’anno, e del Concerto al campo, a cura degli insegnanti e degli studenti del Liceo Musicale ‘Salvatore Quasimodo’, già si è data notizia. Allora perché ritornarvi? Per ribadire – da sempre si dice ‘repetita iuvant’ – il valore della partecipazione dei più giovani – i liceali sono stati per altro i protagonisti dell’evento musicale della sera del 2 giugno nel parco di villa Naj Oleari – in occasione di una ricorrenza importante non solo per la Storia della nostra città.

Ci auguriamo che i quasi 400, 393 per l’esattezza, allievi delle scuole primarie magentine, oltre alle dettagliate informazioni – che i loro testi scolastici non contengono – sulle vicende accadute qui nel lontano 4 giugno 1859, fornite da Pietro Pierrettori, possano aver acquisito, visitando Casa Giacobbe e l’Ossario, maggior consapevolezza – chiediamo troppo ? – del rispetto dovuto e del valore che va riconosciuto ai luoghi fisici simbolo di un evento di indubbia rilevanza  storica.

Monumenti che ricordano una battaglia, una guerra, la morte di moltissimi soldati, la vittoria di una parte su di un’altra, occupazione e liberazione. Il presidente Sergio Mattarella (lo citiamo perché lui mette sempre tutti, o quasi, d’accordo) nel discorso del 2 giugno, Festa della Repubblica, ha parlato di un filo tessuto tra Risorgimento e Resistenza, sottolineando quanto sia fondamentale trasmettere ai giovani valori e cultura.

E, per quanto riguarda quelli dell’epoca risorgimentale, farli vivere e trasferirli è tra i principali intenti delle celebrazioni del 4 Giugno.

“La Storia di questi anni è mosaico di tante storie” (sempre Mattarella ). Senza la conoscenza del passato – e quanto più essa è approfondita, veritiera, critica e non viziata dal pregiudizio, meglio è – non si comprende il presente (questo per la serie dei repetita). Il percorso della conoscenza non è facile, a volte faticoso, richiede volontà, curiosità, meglio iniziare ad allenarsi ed essere a ciò stimolati sin da piccoli.

Citiamo nel merito anche il particolare progetto interdisciplinare ‘Un colore, una storia, una città’ che, nell’anno scolastico oggi concluso, ha visto il coinvolgimento dell’intera scolaresca della Primaria ‘Santa Caterina’ (rimandiamo il lettore all’articolo di Arabella Biscaro). Veniamo al Concerto al campo (per questo sì che si può parlare di ‘prima volta’). Una rassegna di musiche risorgimentali, eseguite dai ‘musicisti’ del ‘Quasimodo’, diretti dal Maestro Lorenzo Di Saverio.

Folto pubblico e tanti brani evocativi di quel nostro passato. Note vivaci, coinvolgenti, commoventi. Si è iniziato con la ‘Marcia di Radetzky’, composta in onore del Maresciallo allorquando gli Austriaci si riprendevano Milano dopo i moti del 1848, poi è stata la volta di ‘Per la Patria – Inno del Governo Provvisorio’, dedicato ai morti delle Cinque Giornate, quindi di ‘Addio mia bella Addio’, de ‘L’inno di Garibaldi’, de ‘La bella Gigogin’, de ‘La bandiera dei tre colori’ e di ‘Va’ pensiero’, oltre agli Inni nazionali francese e italiano.

E per il bis è tornato Radetzsky, non siamo più nemici. Dei ragazzi, dei ragazzi europei, sul prato del parco cittadino dove caddero tanti giovani – il cui ricordo richiama dolorosamente tanti altri giovani morti: ucraini, russi, israeliani, palestinesi – hanno offerto note e parole che, forse più di quelle di un libro stampato o di un discorso ufficiale, aiutano a interiorizzare, a livello individuale e sociale, valori irrinunciabili, uno per tutti: quattro lettere, comincia per ‘p’, finisce per ‘e’.

Franca Galeazzi

Franca Galeazzi

Giornalista e Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.

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