Ci sono momenti importanti, grandi occasioni in cui bisogna esserci; non per ‘dovere’, ma perchè in quegli istanti si assapora il bello di essere parte di una comunità.
Sabato 15 alle 21 al TEATRO LIRICO sarà uno di quei momenti perchè saranno sul palco di un concerto, che di per sè si preannuncia godibilissimo, giovanissimi esecutori, nostri ‘figli’, nati e cresciuti tra noi.
So che ‘non usa più’, forse non s’impara neppure più a scuola. Ebbene io ho gli anni che ho e a me l’hanno fatta imparare a memoria i miei (benedetti) maestri. E a me è rimasto inciso nell’animo quel verso del manzoniano “Marzo 1821”: “…Oh dolente per sempre colui che da lunge, dal labbro d’altrui, come un uomo straniero, le udrà! Che a’ suoi figli narrandole un giorno dovrà dir sospirando: io non c’era; che la santa vittrice bandiera salutata quel dì non avrà. …“.
Ecco, questi nostri ragazzi, questo orgoglio nostro, come già alcuni che li hanno preceduti con gli anni, avranno un luminoso avvenire: basterà ascoltarli per convincersene.
Ancor più che adesso, sarà bello ed appagante per tutti.
Ma a noi -di più- resterà la possibilità di dire ‘io li ho applauditii quand’erano ancora ragazzi’!.
A sabato.
Oliviero Trezzi











