Home » Si apre il sipario alla scuola “Baracca”

Si apre il sipario alla scuola “Baracca”

Il teatro come strumento di accoglienza

Con la campanella di settembre, centinaia di studenti varcano la soglia della scuola secondaria di primo grado, lasciandosi alle spalle l’infanzia della primaria. Un passo importante, spesso accompagnato da un misto di entusiasmo e ansia. Come facilitare questa transizione? Da parecchi anni, la scuola Francesco Baracca di Magenta ha scoperto nel teatro uno strumento efficace e innovativo, capace di trasformare l’inizio di un nuovo grado di scuola da un momento di potenziale isolamento in una vera e propria esperienza di gruppo. Il teatro è un linguaggio universale che non richiede parole complesse, attraverso giochi di ruolo e improvvisazioni, i ragazzi sono invitati a mettersi in gioco in senso “letterale”, afferma la prof.ssa Concetta Giaimo, coordinatrice del progetto e docente di lettere. Questo li aiuta a superare l’imbarazzo iniziale e a creare legami in modo spontaneo.

 Il progetto prevedeva un laboratorio guidato da un esperto esterno, Simone Migliavacca, in orario curricolare, articolato in 9 incontri di un’ora ciascuno, un iter che ha visto coinvolte nove classi per un totale di 174 alunni. I locali privilegiati sono stati l’Auditorium per la scuola Baracca e l’Atrio per la scuola Don Milani. L’ attività teatrale, “in un ambiente non giudicante, ha permesso ai ragazzi di sviluppare la propria autostima e di superare la timidezza”. Inoltre, la necessità di collaborare per costruire una scena comune, “ha stimolato l’ascolto reciproco e l’empatia. I ragazzi hanno imparato a mettersi nei panni degli altri e a lavorare insieme per un obiettivo condiviso, creando una base solida per il nuovo gruppo classe.”

“Spesso vediamo studenti che non si sarebbero mai avvicinati l’uno all’ altro e stringere amicizia”. Investire in progetti come questo non è solo un modo per accogliere i ragazzi, ma un vero e proprio investimento sul benessere psicologico e relazionale dell’intera comunità scolastica. In un’epoca in cui la comunicazione virtuale prevale spesso, l’esperienza del teatro riporta i ragazzi alla fisicità, al contatto e all’ integrazione diretta. E così, tra risate, improvvisazioni e piccoli trionfi sul “palco”, i nuovi studenti non solo hanno iniziato ad ambientarsi, ma anche a costruire la loro storia, un atto dopo l’altro. “L’ obiettivo non è di creare attori, ma usare il teatro come strumento di crescita personale e di integrazione sociale. Una palestra di vita dove si impara a stare insieme, a comunicare e a superare le sfide”, conclude la professoressa.

Arabella Biscaro

 

Arabella Biscaro

Giornalista e Membro del Consiglio della PRO LOCO MAGENTA.
Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.

Storico Articoli

Archivi

Seguici