Una serata particolare con don Celestino Zetta raccontato da Carlo Nosotti
Martedì sera a Casa Giacobbe la presentazione del libro di Carlo Nosotti “Le radici dell’Edera: Fedeltà e Rinascita nel cuore di un sacerdote. Vita di don Celestino Zetta, coadiutore, giornalista, fotografo (1872–1921)”, edito da La Memoria del Mondo. Un’occasione per riscoprire le radici di una figura sacerdotale ricca di passione, impegno e spiritualità: don Zetta era arrivato nel 1896 come coadiutore a Pontevecchio di Magenta, dove rimase per otto anni imprimendo una svolta pastorale, sociale e culturale nelle vite dei suoi parrocchiani.
Carlo Nosotti racconta con perizia la vita dell’uomo e del sacerdote milanese intrecciata a quella dei parrocchiani magentini tra foto e documenti. “Un plauso a Carlo Nosotti, giovane studioso di storia locale, cosa che non esiterei a definire un miracolo”, ha detto Carlo Morani. “Già relatore per l’Università del Magentino – ha ricordato il presidente Giuseppe Rescaldina, – Nosotti rappresenta una rarità”.
Grande la passione di Nosotti per la storia locale che lo porta “per archivi e cimiteri” e grande la passione del sacerdote per il giornalismo e la fotografia. Sua, ad esempio è l’immagine simbolo della traslazione della salma di Giuseppe Verdi dal cimitero Monumentale nella cripta del giardino della Casa per Musicisti in piazza Buonarroti a Milano nel 27 febbraio del 1901. Tra il pubblico c’era lui, don Celestino Zetta, alzatosi all’alba e arrivato da Pontevecchio con il ‘Gamba de legn’. Una macchina fotografica portatile come pochissime se ne vedevano all’epoca per immortalare uno dei momenti più importanti della storia milanese.
Don Zetta aveva anche una grande capacità di raccontare e descrivere e l’autore della biografia si sofferma su un documento: è la descrizione del cimitero di Magenta che per chi, magentino, legge oggi diventa uno sguardo e un saluto ai propri antenati. Perché il sacerdote appare molto preparato sulla cultura e la storia cittadina, ma esprime anche una competenza artistica di alto livello.
Ma nel 1904 è trasferito a Carpiano prima di tornare nella sua natia Milano in zona Brera, dove muore all’età di 49 anni.
Presenti a Casa Giacobbe per questo evento contenuto nel programma del Giugno Magentino, anche l’assessore Maria Rosa Cuciniello e il presidente del consiglio Luca Aloi, oltre a numerosi giovani che, come aveva sottolineato il presidente Pietro Pierrettori, “rappresentano la ricchezza indispensabile della storia e dell’associazionismo del territorio e che Pro Loco Magenta sostiene nelle loro iniziative”.
Arabella Biscaro
19 giugno 2025


























