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Il Castello di Magenta (testo, immagini e podcast)

Testo di Alessandro Colombo pubblicato su MAGENTA NOSTRA n. 9 novembre 1998

NdR: nel podcast sono state omesse/modificate alcune parti per attualizzare l’articolo qui riportato nella versione originale. 

[Un recente articolo comparso sulla stampa locale (Ordine e Libertà del 24/7/1998) titolava, riferendosi all’area che si affaccia sul lato sud di piazza Fontana: “Degrado in pieno centro: da anni si attende il recupero”. Il degrado è effettivo, visibile a chiunque transiti per la via Pretorio; ciò che più dispiace, dal punto di vista storico, è che l’isolato di cui si parla è il più misterioso e ricco di secoli presente nel centro di Magenta. Interpellato dall’articolista, l’Assessore competente si augurava che quest’area non subisse la sorte toccata ad altri spazi limitrofi, dove lo “svuotamento dei cortili con la realizzazione di palazzi al loro interno” ha fatto perdere molto dell’identità del centro cittadino. L’auspicio del rappresentante dell’Amministrazione è assolutamente condivisibile:] il gruppo di case e spazi comuni compreso tra via Pretorio, via Manzoni, vicolo Parmigiani e via S. Biagio non è un’area qualunque: è, ormai si può esserne certi, l’area su cui molti secoli fa sorgeva il castello magentino, o meglio un insieme di edifici aventi caratteristiche peculiari tali da essere definite ‘Castello’. La documentazione acquisita consente di estinguere quasi tutti i dubbi in proposito, tanto più che qualche piccola traccia delle antiche strutture è ancora presente nei fatiscenti edifici che, speriamo, qualche operazione speculativa non cancelli per sempre. [Qualche tempo fa la Pro Loco curò una mostra fotografica;] da alcune immagini risultavano tracce oggettive di un manufatto tra i più leggendari della storia magentina, un cunicolo che avrebbe collegato la chiesa dell’Assunta alla zona della chiesa della Visitazione (S. Maria della Pace), e che ragioni storiche comproverebbero, poiché i Celestini dell’Assunta celebravano la messa quotidiana in quella chiesa. [Una doverosa prudenza, negli auspicati interventi di recupero, consentirebbe di far piena luce sulla vicenda.] 
Della presenza di un castello in Magenta si parlerà si è parlato anche in un volume, di imminente pubblicazione pubblicato ad opera della Società Storica Abbiatense relativo all’origine ed alla diffusione dei castelli sulla sponda sinistra del Ticino e nell’area su(d) occidentale di Milano*. Curato dal dott. Mario Comincini, il volume conterrà contiene singole schede sia per i castelli tuttora esistenti che per quelli ormai scomparsi. Numerose notizie desunte da documenti per lo più di origine notarile mi hanno consentito di inviare all’autore dell’opera un’ampia scheda su Magenta che qui è presentata, in anteprima, ai lettori.
«Un “sedime detto il Castello con corte, pozzo, aia e orto” è menzionato nella donazione di Gian Galeazzo Visconti alla Certosa di Pavia nel 1396; a questi beni si aggiungeva una “vigna del castello” di 18 pertiche. Per il Quattrocento possediamo diverse descrizioni del castello, o meglio di edifici dei Certosini posti “nel Castello”, intendendo questo appunto come un insieme di costruzioni abitative e rurali comprese tra le attuali vie Manzoni, S. Biagio e Pretorio. Nella rilevazione catastale del 1884 gli attuali vicolo e piazza Parmigiani sono indicati ancora come “vicolo Castello” e “piazza del Castello”, così come nel catasto del 1854 l’attuale via Manzoni era denominata “contrada del Castello”. Ulteriore conferma di questa ubicazione viene da una carta del 1502, in cui un appezzamento è detto “presso S. Biagio o al di là del castello”: la chiesa di S. Biagio si trova infatti sul lato est della via omonima, appena al di fuori dell’isolato sopra identificato. Nel 1549 la Certosa di Pavia dà in permuta al Priorato di S. Maria della Pace in Bernate una casa da massaro detta ‘el Castello’ con molti locali da massaro “vecchi e antichi” e un orto, che ha per coerenza la strada davanti alla porta del sedime, un’altra strada e alcuni privati; la costruzione viene acquisita da Danesio Crivelli, procuratore del Priorato, “per costruire una chiesa sotto il nome di S. Maria della Pace e un palazzo per abitazione dei canonici regolari“. Di questa chiesa e della residenza dei canonici restano ancora tracce cospicue, che confermano l’ubicazione del “castrum”, come parte fortificata del villaggio, ancora oggi leggermente elevata rispetto alle vie circostanti, nel quadrilatero sopra indicato.
Confinante con la chiesa di S. Maria della Pace si trovava l’edificio del Pretorio detto ‘il Castello’, proprietà del feudatario conte Melzi. Questo edificio, nella mappa del 1723 alla lettera L, corrispondente allo stabile che si affaccia oggi su piazza Fontana al civico n. 4,
era provvisto di carceri e di “luogo per dare la tortura”; lì il pretore amministrava la giustizia feudale e gli uomini, della comunità si radunavano per le assemblee. Quando nel 1809 il Comune entra in possesso del Pretorio, il suo aspetto presenta ancora “l’apparato di una casa di forza”. Un’ultima conferma viene da una compravendita tra privati nel 1768 “di un sedime denominato al castello che consiste in diversi luoghi inferiori e superiori con orto, aia e diritto di pozzo, cui fa da coerenza da una parte la contrada di S. Bernardino [poi contrada del Castello e oggi via Manzoni] e dall’altra il cortile comune detto del Castello“. Il sedime oggetto di compravendita è indicato come mappale 1001 sub.1 e sub. 2, e corrisponde al civico n. 13 di via Manzoni.
Ancora nel Settecento il castello era quindi un insieme di costruzioni e proprietà diverse, sia perché queste avevano in comune “la corte del castello” sia perché il sedime oggetto di vendita non è detto ‘il Castello’ ma “al Castello”. Sembra documentata anche l’esistenza di un fossato, o comunque di uno spazio con funzioni difensive: un atto di vendita del 1495 ci presenta un “sedime giacente sulla piazza del borgo di Magenta che ha tra le coerenze un fossatum; in una descrizione del borgo fatta nel 1679 dal feudatario si afferma che “in detto borgo anticamente vi si faceva mercato, et a quest’effetto vi sono ancora li suoi portici nella piazza, qual è assai grande, et questo era anticamente il sito della fossa del castello et le case in vicinanza tengono anco il nome di Castello“». 

*Castelli dal Ticino a Milano – Mario Comincini, Alessandra Kluzer (Società Storica Abbiatense, 1998). 
Le immagini delle mappe sono tratte dall’Archivio di Stato di Milano:
Catasto Teresiano 1723 https://bit.ly/3y2DQT3
Catasto Lombardo Veneto 1855 https://bit.ly/2Qc3BPM

Laura Invernizzi

Collaboratrice di MAGENTA NOSTRA.
Realizzatrice, curatrice e voce narrante della sezione "Podcast".

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